A volte ci sembra di essere dentro una tempesta di sabbia o di neve. Una situazione nella quale tutto vortica attorno a noi così velocemente che sembra impossibile riuscire a vedere in che direzione andare.

In quelle situazioni è facile pensare che non possiamo fare niente se non aspettare che la tempesta passi. Raramente ci viene da pensare che quella tempesta è legata alla confusione che abbiamo dentro di noi. Nei momenti in cui non sappiamo dove andare, non sappiamo quale direzione prendere, nei momenti in cui ci siamo persi perché quello che credevamo certo si è rivelato insicuro, l’unica cosa che possiamo fare è fermarsi e calmare la tempesta dentro.

Per alcuni la semplice azione del calmarsi è legata ad un’altra persona. Ci sono persone che possono calmarsi solo se qualcuno le calma, solo se sono in compagnia. E questo le spinge a cercare di attraversare la tempesta per trovare soccorso. Per altri invece solo la solitudine permette di ritrovare la lucidità necessaria per andare avanti. Queste diverse modalità di relazione con il dolore e con la sofferenza le impariamo da piccoli e segnano il nostro modo di stare con gli altri. Segnano, come una impronta, il nostro bisogno di relazione. Così possiamo trovare persone che si isolano per stare meglio e altre che escono di casa per stare meglio. Nessuna delle due scelte è sbagliata e nessuna è giusta. La differenza sta nella possibilità di scegliere. Se sono scelte compulsive, senza alternative, abbiamo bisogno di andare nella direzione opposta per portare un po’ di novità. Se scegliamo compulsivamente la solitudine abbiamo bisogno di sperimentare com’è cercare conforto con gli altri. Se cerchiamo compulsivamente gli altri abbiamo bisogno di sperimentare com’è farsi compagnia e calmarsi da soli quando siamo agitati. Perché quello che rende non salutari le nostre decisioni non è sbagliare. È fare scelte che non hanno alternative. È procedere come se la nostra vita fosse disegnata dalle rotaie di un treno.

Se ci sentiamo senza alternative raramente lo siamo. È la chiusura della mente che ci fa credere di dover percorrere sempre la stessa strada.

L’incertezza è l’habitat naturale della vita umana, sebbene la speranza di sfuggire ad essa sia il motore delle attività umane. Zigmunt Bauman

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Photo by Javier Allegue Barros on Unsplash

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