Studio più o meno tutti i giorni e più o meno tutti i giorni rimpiango di non aver finito quello che mi ero data come compito. Ormai è un’abitudine alla quale non faccio più tanto caso e chi vive con me la accetta di buon grado e, in parte, la condivide.

È una di quelle cose che davo per scontato fino a che Cinzia Pennati, durante la presentazione genovese del mio libro, “Amore, mindfulness e relazioni”, mi ha aiutato a capire perchè. Cinzia Pennati è un’insegnante elementare in una scuola considerata molto innovativa rispetto alla didattica. E così lei ha colto un aspetto che a suo dire dovrebbe essere la base della scuola. Cito il brano “Vengo da una cultura della competizione e della svalutazione, tipica delle persone della mia generazione. Nella convinzione comune, sono due modi per stimolare e motivare verso il cambiamento e il miglioramento. Spesso la svalutazione si basa su quelle che io chiamo delle certezze tossiche che servono per mascherare la vulnerabilità e l’insicurezza, costruendo un sistema di credenze su cui poggiare una superiorità illusoria. Una delle ragioni per cui ricorriamo con facilità alla svalutazione è il nostro modo di gestire gli errori e i limiti, personali e collettivi. Il fatto di incorrere in un errore, infatti, non viene visto come un potenziale apprendimento, ma come una minaccia all’integrità e alle possibilità future. Rimproverare aggiunge, però, dolore al disagio dell’errore e sovente è fatto senza sottolineare le potenzialità insite nell’apprendimento che deriva da quella esperienza.”

Così mi sono ricordata di molti episodi umilianti della mia infanzia, dove l’umiliazione era legata al non conoscere, al non sapere. All’essere fuori luogo perché nata in un paese di montagna e tutto quello che non era montagna era sconosciuto e meraviglioso ma fonte potenziale di vergogna. Ecco il mio amore per lo studio è nato così: per non dovermi più vergognare della mia ignoranza.

Questo per dire che anche la vergogna può essere un’emozione utile purché non se ne abusi. Altri, per le stesse ragioni, hanno smesso di studiare e questa è stata una grande perdita d’ingegno. Altri ancora, oggi, scelgono di  influenzare con il proprio stile di vita e questo andrebbe anche bene se non fosse per un piccolo ma non insignificante dettaglio: la copia. La conoscenza per avere una buona influenza è necessaria che non sia semplice imitazione ma che abbia radici nel proprio terreno. Quindi, tornando all’inizio, io non studio: cerco di coltivare il mio terreno nella speranza che anche quest’anno il giacinto fiorisca.

Senza personalità creatrici capaci di pensare e giudicare liberamente, lo sviluppo della società in senso progressivo è altrettanto poco immaginabile quanto lo sviluppo della personalità individuale senza l’ausilio vivificatore della società. Una comunità sana è perciò legata tanto alla libertà degli individui quanto alla loro unione sociale. Albert Einstein, Come io vedo il mondo

Pratica di mindfulness: La classe del mattino

© Nicoletta Cinotti 2021 Iscrizione a prezzo ridotto ai protocolli mindfulness entro il 31 dicembre

 

La copia di questo contenuto non è consentita

Iscriviti alla nostra newsletter ed unisciti alla nostra comunità.

Riceverai per 7 giorni un post quotidiano di pratica.

Poi potrai scegliere se iscriverti alla rivista Con Grazia e Grinta che esce ogni Domenica oppure alla Newsletter quotidiana con spunti di pratica e link a file audio di meditazione

I tuoi dati personali saranno tutelati  nel rispetto della privacy del GDPR e non saranno diffusi ad altri.

Subscribe

* indicates required
Vuoi ricevere
Email Format

Iscrizione Completata con Successo!