Siamo esperti di soluzioni: appassionati di manuali e liste su come fare qualsiasi cosa. Le soluzioni ci piacciono perché ci fanno sentire forti. Perché ci indicano la strada. A volte perché non fanno sentire disorientati.

C’è una storia però che è emblematica di come spesso, cercare soluzioni è la peggiore soluzione. Uno dei più famosi piloti americani, Charles Yeager, ebbe una importante perdita di controllo durante un volo a causa dell’inerzia. Ogni tentativo di riprendere il controllo dell’aereo non faceva altro che peggiorare la situazione. Fino a che un urto lo mise fuori combattimento per qualche secondo. Mentre lui era immobile l’aereo scese di quota, l’accoppiamento inerziale si risolse spontaneamente e, malgrado tutto, riuscì ad atterrare senza problemi.

A volte siamo proprio come questo pilota. Cerchiamo troppe soluzioni quando siamo nel turbine della novità problematica mentre in quei momenti, anche se può sembrare paradossale, è necessario fermarsi e praticare pausa. In quei momenti non serve il controllo ma la querencia, quella pausa in cui il toro recupera la forza dopo aver lottato a lungo.

Praticare pausa è lasciar andare l’idea di cercare di riprendere il controllo subito e, invece, fermarsi ad incontrare  la propria querencia, la propria centratura.

Così quando, nella pratica, invitiamo ad esplorare, a fare inquiring anziché a spostare subito l’attenzione alla soluzione, invitiamo a tornare alla propria centratura. Avremo tempo dopo per riprendere il controllo. O, meglio ancora, la padronanza

Se ci fermiamo per un momento e diamo attenzione non ai nostri problemi ma a quello che sentiamo. Se ci permettiamo di sentire e di distinguere tra il sentire e le reazioni a quello che sentiamo. Se riconosciamo la nostra paura, il nostro desiderio di stare in superficie, se riconosciamo come frammentiamo i nostri pensieri, la paura non fa più tanto paura perché abbiamo appena dimostrato a noi stessi che non abbiamo bisogno di scacciare quello che proviamo, che siamo in grado di sostenerlo.

Così, paradossalmente, cercando soluzioni ci spaventiamo più del necessario. Cercando di scappare ci convinciamo che ci sia un pericolo. Cerchiamo la querencia e la soluzione arriverà da sola.

Quando pratichiamo pausa non sappiamo cosa accadrà dopo ma interrompendo il nostro comportamento abituale ci apriamo alla possibilità di un modo nuovo e creativo di rispondere ai nostri desideri e alle nostre paure. Tara Brach

Pratica di mindfulness: Praticare Pausa

© Nicoletta Cinotti 2017 Verso un’accettazione radicale

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