Ogni tanto mi vengono in mente test strampalati che, ne sono certa, dicono qualcosa in più di quello che sembra. Test come, “Telefoni in bagno?, Prendi il caffè seduto? Fai la spesa sempre nei soliti negozi? Nuoti verso il largo o parallelo alla riva? Bagaglio leggero o pesante?Potrei continuare parecchio perché alla fine noi siamo riconoscibili dai dettagli minimi quasi più che dalla nostra storia di vita. In quei dettagli raccontiamo come ci muoviamo, quanto ci sentiamo sicuri e quanto abbiamo bisogno di essere rassicurati ma soprattutto raccontiamo lo sguardo che abbiamo verso il cambiamento e quanto accettiamo di cambiare a piccoli passi.

Sono sempre più convinta che chi non ama i piccoli passi in fondo non ami cambiare e sia spaventato all’idea di farlo.

In realtà solo le catastrofi producono grandi e improvvisi cambiamenti. La nostra vita cambia, a volte così impercettibilmente che non ce ne accorgiamo. Questa è, per strano che possa sembrare, la cosa più difficile da far passare nell’accompagnare le persone verso il cambiamento: la strategia dei piccoli passi. È la cosa più difficile perché guardare in questo modo al cambiamento significa spostare la fiducia sull’impegno, la costanza, la disciplina. Tutte cose che fanno spesso orrore ma poiché quelli dei piccoli passi fanno grandi cambiamenti quelli che non cambiano rimangono ad aspettare grandi passi. Passi rivoluzionari come dimagrire 20 chili in tre mesi e riprenderli tutti in due mesi. Quello che toglie la fiducia nei piccoli passi non è l’incostanza ma la paura di scoprire che non siamo geniali come vorremmo. I veri geni hanno una caratteristica: perseguono la loro passione con costanza. È questo spesso che li rende geniali. Chi, invece, pretende di cavalcare la tigre, ammesso che ci riesca, poi non può scendere! Se cerchiamo di soggiogare anziché di coltivare, rimaniamo prigionieri del nostro sforzo.

Il residuo irrisolto è applicabile alla psicoterapia (…) non si deve mai mirare alla soluzione totale, completa di un problema ma sempre ad un sostanziale miglioramento. In questo modo si ottiene il risultato che l’idea del cambiamento viene sottratta all’utopia del pieno successo o del totale fallimento, l’interessato si apre alla possibilità di superare da sé così lascia il trattamento con una maggiore fiducia nella sua capacità di risolvere i problemi futuri.

Pratica di mindfulness: La meditazione della montagna

© Nicoletta Cinotti 2021 Il programma di Mindful Self-Compassion

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