Dal libro “Il cuore saggio” di Jack Kornifield

Piantare semi per il futuro a lungo termine è un modo importante di dare una direzione alla nostra vita; dobbiamo anche capire, però, come operino il karma e l’intenzione dietro alla più piccola delle nostre azioni. Questo è il livello «attimo per attimo» del karma. Nei monasteri della Thailandia e della Birmania siamo stati allenati ad analizzare i passi microscopici dell’esperienza e a scoprire la nostra risposta a loro. Sviluppando una forte concentrazione, riuscivamo a coltivare una capacità d’osservazione estremamente acuta: man mano che la mente acquisiva concentrazione, eravamo in grado di percepire la più sottile impressione di suono o di pensiero nell’attimo stesso in cui nasceva, e a osservare con chiarezza la veloce sequenza di percezione, riconoscimento e risposta, attimo per attimo. I neuroscienziati dell’Università di Harvard hanno verificato che i meditanti esperti possono percepire gli avvenimenti con una rapidità e sottigliezza di percezione molto maggiori di quanto non risultasse da precedenti misurazioni su esseri umani. Utilizzando questa capacità di osservazione minuta, gli psicologi buddhisti del passato avevano scoperto che ogni esperienza percettiva conteneva in sé diciassette microscopici attimi di attività mentale. Quei momenti in seguito vennero divisi in due fasi, ognuna delle quali ha luogo in una frazione di secondo.

La prima fase, nella quale riceviamo l’esperienza, è il risultato del karma del passato. In questa fase la percezione comincia risvegliando il flusso di coscienza soggiacente, come se bussasse alla porta. Ne risulta che la coscienza si volge verso la porta del senso e comincia a percepire, esaminare e riconoscere l’esperienza. Tutti questi momenti di ricezione sono condizionati dal passato.

La seconda fase della percezione comprende i microscopici attimi della risposta, che sono influenzati dagli stati mentali in cui ci si trova al momento, che siano di paura o di presenza mentale, di avversione o d’amore. Qualunque risposta si generi viene registrata nella coscienza deposito come schema o seme; in questa seconda fase generiamo nuovo karma. Questo processo fatto di attimi può essere tradotto in un utilizzo pratico per vivere con saggezza. Ecco la legge psicologica su cui si basa: ciò che è passato non c’è più. Non può essere modificato. Noi riceveremo inevitabilmente il risultato delle nostre passate intenzioni e azioni; la nostra libertà sta nel modo in cui rispondiamo a quei risultati. La nostra reazione genera nuovo karma, nuovi schemi che alla fine daranno frutti. Se generiamo un futuro più sano possiamo redimere anche il passato. (…) Quel che conta, a questo punto, è come rispondiamo. Karmavipaka ci insegna che possiamo sempre ricominciare, che non è mai troppo tardi. I Navajo credono che ogni giorno nasca un nuovo sole e che, per onorare il sole, dobbiamo ricominciare anche noi e rendere sacra la nostra giornata. Rispondendo in modo sacro e compassionevole noi generiamo un nuovo schema per il futuro.

Kornfield, Jack. Il cuore saggio. Corbaccio.

©www.nicolettacinotti.net “Addomesticare pensieri selvatici” Rubrica di citazioni e recensioni

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