Nella nostra giornata ci sono molti dialoghi. Situazioni nelle quali aspettiamo educatamente il nostro turno per parlare. Situazioni in cui non vediamo l’ora di dire quello che abbiamo voglia di dire e quello che abbiamo in mente.

Sono quelle che io chiamo “le partite a tennis”. Tu mi butti una palla e io te la ributto cercando di non farla cadere. Possiamo andare avanti molto, proprio come in una partita a tennis: sappiano quando inizia ma non quando finirà e più è stata lunga più la sconfitta è stata onorevole. Ma comunque, alla fine, c’è un vinto e un vincitore.

Poi ci sono le conversazioni. E le conversazioni non sono dialoghi. Sono qualcosa in più. Sono situazioni in cui quello che l’altro ci dice entra dentro e glielo rimandiamo con addosso il nostro cuore e la nostra mente. Glielo rimandiamo trasformato. Magari di poco ma trasformato. Succede quando un dialogo porta addosso la nostra intimità e attiva un piccolo-grande cambiamento. Sono imprevedibili le conversazioni e non procedono in linea retta ma seguono traiettorie sorprendenti.

Non possiamo averle sempre delle conversazioni perché richiedono che la nostra anima sia accessibile e lei non è accessibile quando facciamo lavori pesanti o quando si compilano moduli. È schifiltosa e sa lei quando vale la pena di comparire. Ma quando l’anima entra in un dialogo lo trasforma in una conversazione e allora è tutto abbastanza diverso perchè quello che ci diciamo cambia la relazione e non passa solo attraverso le parole ma anche e soprattutto attraverso gli spazi di silenzio. È lì, quando il silenzio entra in una conversazione, che avviene il meglio: avviene un cambiamento perché viriamo verso l’intimità. Non è il silenzio muto o sordo dei dialoghi, quando abbiamo bisogno di far rumore e di parlare per coprire qualcosa – imbarazzo, noia o emozioni difficili – è il silenzio tonante di quando sappiamo che siamo stati davvero ascoltati.

L’anima la si ha ogni tanto.
Nessuno la ha di continuo
e per sempre.

(…)Di rado ci da una mano
in occupazioni faticose,
come spostare mobili,
portare valige
o percorrere le strade con scarpe strette.

Quando si compilano moduli
e si trita la carne
di regola ha il suo giorno libero.

Su mille nostre conversazioni
partecipa a una,
e anche questo non necessariamente,
poiché preferisce il silenzio.

(…)Gioia e tristezza
non sono per lei due sentimenti diversi.
E’ presente accanto a noi
solo quando essi sono uniti.

Possiamo contare su di lei
quando non siamo sicuri di niente
e curiosi di tutto.

(…)Si direbbe che
così come lei a noi,
anche noi
siamo necessari a lei per qualcosa. Qualche parola sull’anima (Wislawa Szymborska)

Pratica di mindfulness: Comprendere le notizie del cuore

© Nicoletta Cinotti 2022 Presentazione dei protocolli Mindfulness MBSR, MBCT, Mindful self-compassion

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