Ci vuole coraggio, coraggio per sedersi proprio nel cuore della nostra vita. Coraggio per essere consapevoli, coraggio per guardare dritto negli occhi le cose così come sono. Un coraggio che fa tremare le gambe e a volte anche le budella. È per questo che abbiamo bisogno di essere insieme, di essere in gruppo: perché quel coraggio è rafforzato dalla presenza silenziosa di altre persone che stanno facendo la stessa cosa con noi nello stesso momento.

Non è il coraggio degli eroi: è il coraggio di chi sa che ha un cuore tenero e vulnerabile insieme. Così quando si siede in meditazione sente come prima cosa tutta la vulnerabilità e se è solo o sola può capitare che rimandi il momento in cui si incontrerà e la guarderà negli occhi. È perché non riusciamo a vedere quanta forza sta nella nostra vulnerabilità quando siamo soli. Quando siamo soli vediamo prima la paura e solo dopo arriva il coraggio che altro non è che riportare al cuore la nostra paura e lasciare che venga consolata.

A volte la paura è cattiva consigliera e ci porta ad evitare l’incontro con noi. Mi sorprende sempre quando le persone mi dicono che hanno paura della psicoterapia perchè temono che venga fuori qualcosa di brutto. Come se tenerlo dentro senza sapere cos’è fosse meglio. È la stessa cosa che spinge le persone a rimandare le visite di controllo. È la paura della verità. È per questo che essere insieme aiuta: testimonia che altri come noi hanno paura ma rischiano con coraggio e vanno oltre i cattivi consigli della paura. È come se nella stiva della nostra nave stessero dei demoni pronti a salire a galla quando cambiamo rotta, quando invece che scappare andiamo incontro. Questi demoni ci convincono fino ad un certo punto perché l’esempio di altri che come noi hanno paura ma rischiano l’incontro con sé stessi prima o poi ci convince e permette alla nostra barca di percorrere altri lidi.

Siamo continuamente tentati dall’abbandonare la compassione, la consapevolezza, per la strada della perfezione e del miglioramento. È seducente pensare che la nostra parte vincente non abbia bisogno di compassione. E che quindi, se vinciamo, siamo al di sopra del bisogno di compassione. In quel momento stiamo perdendo una parte importante: stiamo perdendo la nostra umanità. Una umanità che risplende nella misura in cui abita la vulnerabilità. Mindfulness ed emozioni

Pratica si mindfulness: I desideri

© Nicoletta Cinotti 2022 Mindfulness ed emozioni

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