cibo per fameQuando qualcosa ci turba, il nostro primo impulso è quello di trovare una soluzione, o una via di fuga.

Spesso vuol dire che ciò che accade supera la nostra capacità di autoregolarci.

E allora confondiamo i confini. Cerchiamo qualcuno che diventi la nostra soluzione.

Gli chiediamo qualcosa che, a nostro avviso, risolverebbe il problema. L’altro diventa “cibo per la nostra fame”.

Diventa difficile tornare alla visione dell’altro per ciò che è davvero, una persona con le proprie difficoltà, i propri desideri, i propri sogni.

Divorare l’altro non è mai una soluzione: alimenta solo la nostra solitudine, il nostro rimorso, il senso di colpa.

La perdita dell’innocenza conduce alla colpa che distrugge la gioia. A. Lowen

Pratica del giorno: Aumentare la nostra finestra di tolleranza con il Grounding

© Nicoletta Cinotti 2014 Mindfulness e bioenergetica

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