Dove iniziano i nostri piccoli o grandi tormenti quotidiani? La risposta è semplice ma non banale: iniziano quando induriamo il cuore. Non quando veniamo feriti. Siamo fatti per riparare le nostre ferite, fortunatamente. Cicatrizziamo ma purtroppo non dimentichiamo e così induriamo il cuore. Non lo facciamo tutto insieme ma giorno per giorno, a piccole dosi. Ogni volta che rimaniamo delusi; ogni volta che veniamo feriti; ogni volta che la realtà è lontana dal nostro desiderio, induriamo un piccolo pezzetto di cuore. Metaforicamente un pezzetto grande quanto una monetina di rame da 1 centesimo: di fatto mettiamo un interruttore
per l’accendersi di un prossimo conflitto. Accadrà quando una relazione ci porterà lì, a quel pezzetto rigido del cuore. Allora non sapremo rispondere a quell’evento ma solo reagire. E la guerra inizierà.
C’è un altro conflitto che è sempre attivo tra di noi. È un conflitto che risuona nei nostri comportamenti e nelle nostre scelte. È quello tra ciò che desideriamo profondamente e ciò che invece desidera la nostra immagine ideale. Anche quello è un conflitto sempre attivo.
Un po’ come uno dei vulcani della nostra Italia. Sembrano dormire ma in realtà sono pronti a svegliarsi e a riprendere l’attività in ogni momento. In questo caso però non induriamo il cuore ma chiudiamo la mente.
Svegliare il corpo ci è necessario perché la nostra consapevolezza sia radicata e per sciogliere ciò che ci porta ad irrigidire il cuore e a chiudere la mente. Da solo però non basta. Ci vuole un passaggio ulteriore: il più coraggioso. Perché ammorbidire il cuore significa andare incontro a ciò che ci ha fatto soffrire. A quello che ci ha spaventato. Significa guardarlo negli occhi e accogliere quello che è stato, fargli spazio, per una ragione semplice ma non ovvia: è già dentro di noi!
Ammorbidire il cuore non è l’inizio di una campagna o di una lotta: è dare riconoscimento al proprio dolore, connettersi al dolore degli altri, riconoscere che nel dolore non c’è niente di personale. È parte della nostra vita – della vita di tutti – e come facciamo pace con
questo aspetto è basilare per la felicità alla quale aspiriamo.

Questo è il vero lavoro dei costruttori di pace, trovare la morbidezza e la tenerezza in quel luogo tanto scomodo e starci. Se riusciamo a stare con il nucleo morbido e il cuore tenero, stiamo coltivando i semi della pace. Pema Chodron

Pratica di mindfulness: Cullare il cuore

© Nicoletta Cinotti 2021 Iscrizione a prezzo ridotto per i protocolli MBSR entro il 31 dicembre. Guarda il video di orientamento

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