Siamo consapevoli che il nostro umore influenza la nostra modalità di risposta. Lo stesso evento, affrontato con un buon umore o con cattivo umore offre risposte completamente diverse. Sappiamo poco invece del perché l’umore si struttura e come mai è così rilevante per la nostra modalità di risposta.

L’umore si forma a partire dall’impronta che lasciano le emozioni più frequenti. Se siamo spesso felici il nostro umore sarà alto e viceversa se siamo spesso tristi sarà basso. Anche oltre il necessario. Quello che succede è che, indipendentemente dalla situazione, l’umore rimane costante per un certo tempo. poi si sintonizza con l’energia delle emozioni dominanti.

Diventa quindi una specie di rete che trattiene le emozioni che somigliano all’umore del momento più a lungo mentre lascia scivolar via con più facilità le emozioni discordanti.

E questo è il primo aspetto dell’umore: tende a farci vedere solo quello che è simile all’umore di fondo.

Il secondo aspetto è che, se siamo spesso ansiosi o depressi, il nostro umore diventa ipersensibile e quindi ci porta alternativamente dalle stelle alle stalle. Altro bel problema, perché a quel punto siamo come palline impazzite di un flipper: possiamo essere davvero su di giri oppure disperatamente tristi senza che gli eventi siano davvero in grado di giustificarlo. Infine l’umore tende a basarsi su un giudizio generalizzato: non va per il sottile. Assaggia qualcosa e decide se è buona o cattiva in tempi brevissimi. E scatena una riga di domande che sembrano avere una risposta ma in realtà hanno solo ipotesi di risposta.

Con l’umore abbiamo quindi bisogno di fare due cose: dargli stabilità, in modo che non sia troppo dipendente dagli eventi e cercare di renderlo il più possibile verso il bello. Per farlo la pratica di consapevolezza è fondamentale. facendoci cogliere anche i dettagli più piccoli assorbe la nostra attenzione verso l’esperienza e non verso il giudizio e così, anche eventi apparentemente sfavorevoli, non abbassano l’umore. Inoltre spostando la nostra attenzione verso ciò che percepiamo, non ci porta troppo velocemente verso il futuro o verso il passato: due elementi che alimentano gli sbalzi d’umore. Insomma per avere buon umore – o meglio una buona stabilità d’umore – essere attenti all’esperienza e sospendere il giudizio diventano due passi fondamentali. Passi che assicurano un cammino nella realtà anziché nell’ipotesi che l’umore costruisce.

I pensieri negativi sono spesso mascherati da domande che potrebbero avere risposte ma non le hanno. Williams, Teasdale, Segal, Kabat Zinn

Pratica di mindfulness: Il panorama della mente

© Nicoletta Cinotti 2017 Ritiro di primavera: Risolversi a cominciare Foto di ©_Pi3rpa_

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