Se dovessi dire quando sono diventata psicologa direi che è stato verso i quattro anni. È un ricordo nitido: sono nel grande ingresso di casa, davanti alle scale che portavano al piano superiore. Sono sola anche se in casa c’è qualcuno e io penso “voglio tornare bambina, voglio che tutto torni com’era prima“. È estate, ho un paio di pantaloncini corti e mi sembra che faccia freddo.

Ho capito dopo che il desiderio di tornare indietro, all’infanzia è il desiderio di tornare al momento in cui, anche se ci sono dei problemi, non ne siamo consapevoli e pensiamo che tutto vada bene. L’infanzia è questo: un’enorme ombrello protettivo che ti permette di crescere. Poi l’ombrello inizia a ripararti sempre meno perché la consapevolezza diventa più ampia e insieme alla consapevolezza cresce la capacità di lettura critica di quello che accade. È per questo che molte persone hanno il dubbio se sia utile essere consapevole: rimpiangono, forse senza saperlo, l’inconsapevolezza dell’infanzia.

Io credo però che essere consapevoli sia fondamentale. Fondamentale per non ripetere gli stessi errori dei nostri genitori. Perché il guaio vero degli errori fatti con i bambini è che lasciano un’impronta che tende a diventare uno stile di relazione. Buona parte del mio lavoro di cura quotidiano è cancellare impronte o renderle più lievi.

Oggi sto per fare un altro passo nel mio lavoro sulle impronte. Inizia la formazione internazionale in Mindful Parenting con Susan Bogels. So perché ho voluto tanto che questa formazione ci fosse. Perché la salute del bambino passa attraverso la salute del genitore. Se il genitore è sano un bambino ha lo spazio per diventare chi è davvero. Infatti assomigliamo ai nostri genitori più nei difetti che nei pregi.

L’altra ragione nascosta per questa formazione sta in quel ricordo d’infanzia. In quella bambina davanti alle scale che voleva che tutto tornasse come prima. Ho camminato tanto e salito e sceso tante scale perché volevo ritrovarla e raccontarle la favola più bella del mondo. La favola dell’integrità. Perché qualunque sia l’avventura che attraversiamo, qualunque sia il mostro che combattiamo, una parte di noi rimane felice e libera, ricca di tutte le nostre potenzialità originarie. Dobbiamo solo ricordare la strada per la stanza del tesoro, quella dove teniamo le qualità della nostra mente originaria. E farle uscire. Non perché la vita è bella ma perchè noi siamo belli e la nostra bellezza non può che risplendere.

Nel profondo di ciascuno di noi c’è un bambino che era innocente e libero e sapeva che il dono della vita è il dono della felicità. Alexander Lowen

Pratica del giorno: La classe del mattino

© Nicoletta Cinotti 2019 Programma di mindful parenting per genitori di tutte le età: inizia il 3 Ottobre

 

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