Cerchiamo di prevedere e pianificare il futuro, di sognarlo e immaginarlo. Poi arriva e le cose non sono mai proprio come ce le eravamo immaginate.

Così quando il gruppo di classe delle elementari è andato a trovarlo, lui era agli arresti domiciliari per un reato commesso impulsivamente. Sono arrivati quasi tutti i compagni di classe, portati dall’insegnante che aveva con sé una sorpresa. Un tema che avevano scritto durante gli anni di scuola che aveva come titolo “Come vorresti essere a vent’anni?“. Il resto della storia – vera – la potrebbero raccontare solo i protagonisti. Per ognuno di loro ci sarebbero sfumature diverse. Una cosa è certa: se in noi dialogano sempre passato e futuro è vero che è nel presente che prendiamo la direzione e che questa direzione comporta delle possibilità che si aprono e altre che si chiudono. Quindi che senso ha farsi trovare distratti ad un appuntamento – quello con il presente – così importante? Come possiamo scegliere la direzione se non siamo davvero presenti? Forse qualcuno di quei ragazzi stava realizzando il sogno infantile; altri l’avevano dimenticato. Avevano lasciato che i giorni prendessero una direzione casuale, quella che ha la nostra vita quando siamo altrove, a rincorrere il futuro a rimpiangere il passato.

Forse il karma è proprio questo: non una strada pre-disegnata ma le conseguenze dello stare nella nostra vita con una attenzione divisa, altrove. Un altrove che finisce per disegnare il nostro percorso umano senza che ne prendiamo la responsabilità.

Torniamo presenti: proprio dove ci chiama la nostra vita. Ci saranno cose piacevoli e spiacevoli ma è l’unica vita che abbiamo. Non facciamola scivolare in direzioni dettate dalla nostra inconsapevolezza.

Spesso il karma è erroneamente confuso col concetto di predestinazione. Si tratta piuttosto di un’accumulazione di tendenze che può incanalarci in particolari schemi comportamentali che a loro volta producono ulteriori accumulazioni di tendenze di natura similare. È quindi facile farsi condizionare dal proprio karma e pensare che la causa risieda sempre altrove–in altre persone e situazioni al di fuori del nostro controllo, mai dentro di noi. Ma non è necessario essere prigionieri del vecchio karma, è sempre possibile cambiarlo e crearne uno nuovo. Vi è un solo momento in cui potete annullarlo. Indovinate quando? Jon Kabat-Zinn

Pratica di mindfulness: La consapevolezza del respiro

© Nicoletta Cinotti 2020 Il protocollo MBSR

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