Sono rientrata dopo la prima edizione del ritiro “Verso un’accettazione radicale” che è stato ricco, intenso e profondo, come forse nemmeno io mi aspettavo. È stato così perché la nostra pratica, quando è condivisa, acquista una forza travolgente.

Uso spesso la metafora del condominio per spiegare la nostra personalità sfaccettata. Non abbiamo bisogno di escludere nessuna parte di noi, nemmeno quelle che sono più ostili e difficili da comprendere. Sono come vicini di casa un po’ fastidiosi con i quali è necessario imparare a dialogare. Ai quale è necessario riconoscere uno spazio per poter poi trovare un modo di dialogare.

Ma cosa succede quando i nostri condomini si incontrano, come avviene durante un ritiro? Si attiva un processo – esterno – che è sincrono al processo interno. Cerchiamo un buon piano regolatore, organizziamo gli spazi comuni. Collochiamo le diverse abitazioni secondo le caratteristiche che gli sono proprie. Forse tutti dobbiamo rinunciare a qualcosa in vista di un bene comune. Mettiamo in pratica una regola, semplice ed essenziale: vediamo fuori quello che abbiamo dentro.

Non ci facciamo ingannare dalla nostra tendenza a biasimare: sappiamo che nasconde un senso interno di inadeguatezza che, come ha detto uno dei partecipanti, ha bisogno di un contratto d’affetto. Un contratto in cui, perché la verità possa svelarsi, è necessario che ci sia un impegno di non belligeranza. perché non ricordiamo mai quante cose la nostra auto-critica lascia nascoste e segrete dentro di noi.

Appena stabiliamo questo contratto d’affetto, questi aspetti possono finalmente svelarsi e fiorire e possiamo guardare il mondo esterno con serenità. Non perché siamo nel paese delle favole. Non perché abbiamo raggiunto il Paradiso. Ma perché abbiamo raggiunto, dentro di noi, quella fiducia che ci appartiene: la fiducia in noi stessi. Che è l’unica vera sicurezza anche rispetto al mondo esterno.

Questo significa stare per un momento con ciò che è e fidarci di quello che di più profondo e di migliore c’è in noi stessi, anche se per la mente pensante questo non ha alcun senso. Jon Kabat Zinn in Destinazione Mindfulness 56 giorni per la felicità che adesso è un ebook di pratiche audio, video ed esercizi acquistabile su Itunes

Pratica di mindfulness: La pratica della gentilezza (meditazione live)

© Nicoletta Cinotti 2017 Il protocollo MBSR a Chiavari e a Genova  

Foto di © cathy cullis

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