Non sarò schiava di nessun amore.
A nessuno
darò lo scopo della mia vita,
il mio diritto a una continua crescita
fino all’ultimo respiro.

Impastoiata da un oscuro istinto di maternità,
assetata di affetto come un asmatico di aria,
con qualche sforzo costruisco in me
il mio bello umano egoismo,
riservato da secoli
al maschio.

Contro di me
sono tutte le civiltà del mondo,
tutti i santi libri dell’umanità
scritti da mistici angeli
con l’eloquente penna del lampo.
Dieci Maometti
in dieci lingue elegantemente muscose
mi promettono la dannazione
sulla terra e nell’eterno cielo.

Contro di me
è il mio proprio cuore.
Addestrato da millenni
alla crudele virtù della vittima. Anna Swirszczynska

Questa poesia è dedicata a Clara Ceccarelli, la donna uccisa a Genova venerdì scorso. Aveva già pagato il suo funerale e già nominato un tutore per il figlio disabile. Sapeva ma sapere non l’ha salvata dalla crudele virtù della vittima che riguarda molte donne, molte persone.Molte vittime

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