Ovvero le disavventure erotiche dei genitori

Per fare dei figli generalmente è necessario avere un’attività sessuale. Almeno nella maggioranza dei casi è così: per questo è abbastanza paradossale quello che succede in una coppia quando arrivano dei bambini perché diventano genitori e la maggioranza di loro iniziano ad allontanarsi come coppia. A volte c’è un recupero appena i bambini crescono. A volte inizia un lento e progressivo allontanamento che può portare alla separazione, magari quando i figli sono ormai grandi. A volte questa virata in una diversa dimensione relazionale è transitoria. A volte è definitiva: per alcuni è pacifica, per altri lo è molto meno

Perché essere genitori cambia la coppia?

L’attuale generazione di genitori ha molti primati: sono genitori altamente psicologizzati che hanno un’idea chiara dell’importanza dei primi anni di vita per la felicità futura dei loro figli. Hanno un desiderio forte che riguarda la loro felicità (mentre i loro genitori non si preoccupavano troppo della felicità ma molto del vederli sistemati). Sono molto consapevoli degli errori dei loro genitori e assolutamente intenzionati a non ripeterli. E, infine, danno molto valore all’amore romantico. Insomma possiamo dire che hanno standard molto elevati che li portano a desiderare praticamente tutto, anche cose che, apparentemente, sembrano in contraddizione tra di loro. Come la carriera lavorativa, un tempo di qualità con i loro bambini, una vita sentimentale piena, un po’ di fitness e una giornata di 48 ore. È questo il problema? Credo di no, credo che il punto sia che ci innamoriamo dei nostri figli a tal punto che diventano un amore esclusivo.

Quando il tre è una minaccia

La nascita di un figlio cambia l’economia, ridistribuisce le risorse, il tempo e gli spazi relazionali e la coppia sembra che venga – inevitabilmente – penalizzata. Anche il corpo cambia e per un certo periodo di tempo una donna è praticamente sopraffatta dalla quantità e qualità di contatto fisico che riceve dalla cura del suo bambino. Nel frattempo gli uomini sono entrati in sala parto e non sempre questo agisce positivamente rispetto al modo con cui percepiscono la propria compagna. Serve per stabilire un buon legame con il bambino fin da subito ma non sempre assistere ad un parto lascia inalterato l’interesse sessuale per il proprio partner.

Ma il sesso è importante?

Difficile rispondere a questa domanda: per molte coppie il sesso può essere un aspetto secondario della loro vita ma è un argomento sul quale bisogna essere davvero in accordo. Se il cambiamento della vita sessuale è una sofferenza per uno dei due (e non sempre è la donna poco interessata al sesso dopo la nascita di un bambino) prima o poi diventa una ragione di conflitto e anche di separazione. Inoltre l’immagine di una coppia genitoriale de-sessualizzata non è particolarmente positiva. Rischia di fornire un esempio in cui la vita della coppia e la vita della famiglia procedono su due binari separati. Insomma se siamo tanto interessati alla felicità dei nostri figli perchè mettere questa ipoteca sul loro futuro?

Facciamo un esempio

Ci sono delle situazioni che tendono a ripetersi per cui le prenderò ad esempio e, per essere politically correct, ne prendo una per gli uomini e una per le donne (per altro alcune ricerche parlano di comportamenti simili anche in coppie dello stesso genere sessuale).

Cosa succede quando arriva un bambino? Dal punto di vista organizzativo una specie di rivoluzione che cambia i ritmi quotidiani e che da una parte annulla l’improvvisazione ( è meglio essere molto organizzati con un  bambino in casa) e dall’altra sottopone ad una continua improvvisazione. La vita familiare prospera nella costanza: l’erotismo nell’improvvisazione e nella spontaneità ma quando arriva un bambino, con tutte le sue improvvisazioni, la nostra soglia di tolleranza per le emozioni destabilizzanti scende vertiginosamente. Così l’idea dell’intimità fisica mentre i giochi sono in giro per casa e la lavastoviglie non è ancora in funzione e il pavimento è pieno di briciole sembra una sorta di assurdità adolescenziale. Almeno per uno dei due: l’altro vorrebbe proprio che le cose venissero lasciate a metà per ricevere finalmente un po’ di attenzione.

Un po’ di attenzione per cortesia

Un po’ di attenzione è quello che sembra mancare anche nelle migliori famiglie. Se i partner sono pazienti e tollerano questo stato transitorio, il problema può risolversi da solo. Molto spesso. invece, diventa ragione di conflitto: le richieste di attenzione vengono percepite come forme di insensibilità. Per la donna l’attenzione è già totalmente assorbita, per l’uomo è, invece, insoddisfacente l’attenzione che riceve. È facile che, a questo punto, l’uomo venga percepito come una sorta di figlio aggiuntivo anche se le sue richieste non sono da figlio ma da uomo. Si instaura così un circolo vizioso in cui l’uno si sente rifiutato e l’altra si sente incompresa. Un simile circolo vizioso rischia di sfociare in conflitto aperto o in sorda tensione. Che fare?

Reindirizzare l’eros: ossia riprendere uno spazio per la coppia e riprendere a corteggiare. Non può più funzionare l’immediatezza sessuale che c’era prima della nascita di un figlio ma non può nemmeno funzionare un rifiuto esplicito e prolungato: sono necessari diversi modi per incontrarsi. Non possiamo più contare sulla spontaneità come prima che nascesse il bambino ma questo non vuol dire rinunciare ad essere una coppia o rinunciare alla propria intimità. Oppure, peggio ancora, sostituire la gratificazione fisica che danno i figli alla gratificazione fisica della relazione. La sessualità femminile è una sessualità diffusa in tutto il corpo e quindi, in qualche modo, il contatto fisico offerto da un bambino piccolo risponde ad aspetti anche erotici ma non possiamo distruggere una relazione per uno zelo parentale anomalo.

Dietro l’insistenza con la quale viene richiesta intimità sessuale non c’è solo sesso: c’è il desiderio di uno spazio per la coppia. Un desiderio che protegge la stabilità della relazione e che è bene che trovi spazio. Nello stesso tempo pretendere che il nostro partner sia dell’umore giusto proprio nel momento in cui lo vogliamo noi è un po’ utopico: l’interesse per l’intimità va costruito più e più volte nella storia relazionale di una coppia. Non rimaniamo per sempre fidanzati. Non rimaniamo per sempre giovani e belli.

Quando il padre si avvicina alla madre e quando questa risponde positivamente cambiando l’oggetto della propria attenzione, questo ri-equilibra l’intera famiglia. Vengono posti nuovi confini e nuove regole di delimitazione, creando aree riservate solo agli adulti. Tempo, risorse, allegria e divertimento vengono redistribuiti e la libido viene salvata dal pensionamento forzato. Esther Perel

Il ruolo del genitore più autonomo è quello di aiutare l’altro a disimpegnarsi e a re-indirizzare le energie nella coppia. Per molti uomini accade anche il contrario di quello che ho descritto prima: vedono la moglie come madre e non riescono più ad avere un interesse relazionale di coppia. In questo caso il lavoro di re-indirizzamento dell’eros deve farlo la donna, che spesso evita di farlo rifugiandosi ancora di più nella gratificazione offerta dai figli.

I figli sono importanti ma il mondo non ruota attorno a loro

C’è qualcosa di malsano nella quantità di attenzione che diamo ai bambini e che li rende estremamente vulnerabili alle situazioni in cui non ricevono altrettanta attenzione. Il punto non è diventare tutti super-attenti: il punto è insegnare che non tutto ruota attorno a loro. È un passaggio e un cambiamento che aiuta a crescere in questo mondo sempre più dedicato a figli unici, figli di altrettanti figli unici. Capire che anche le persone che si occupano di loro hanno diritto ad avere spazio e tempo personale oltre il lavoro non è un torto: è un modo per insegnargli a non essere narcisisti.

Inoltre il rischio è di chiedere ai figli di dare significato alla nostra vita: un peso che non possono sostenere. Per crescere sani i bambini devono capire che ci sono limiti alla loro onnipotenza.

Temiamo che la nostra sessualità adulta possa danneggiare in qualche modo i nostri bambini che sia inappropriata o pericolosa. Ma chi stiamo proteggendo? I bambini che vedono i loro principali tutori a loro agio nell’espressione dell’affetto (con discrezione o nei giusti limiti) accoglieranno con una sana combinazione di rispetto, curiosità e responsabilità la propria sessualità. Censurando, limitando o eliminando i nostri desideri passiamo le nostre inibizioni, intatte alle generazioni successive. Esther Perel

Avere un figlio è una grande aspirazione e se vogliamo offrirgli anche una famiglia non possiamo dimenticarci di essere una coppia.

Parlerò di questo e di altro ancora al Convegno ” La danza della vita” che si terrà a Parma il 19 – 20 Maggio. Ti aspetto!

© Nicoletta Cinotti 2018

 

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