Il fatto che sia sposata da trent’anni dà alle mie amiche l’idea che sappia come funziona un rapporto. In effetti non lo saprei dire come fa a funzionare un rapporto (secondo me è un caso) ma i loro racconti – insieme a quelli dei pazienti – mi hanno dato un’idea di cosa succede quando, invece, un rapporto finisce.

In breve direi che succedono tre cose (non necessariamente in questo ordine):

  • Il pensiero diventa ossessivo, come se non si potesse pensare ad altro che a lui o a lei; a volte si arricchisce con l’idea che l’altro stia facendo cose che peggiorano il proprio dolore.
  • c’è tantissima vergogna – emozione paradossale perchè non c’è niente da vergognarsi – come se questa fine rivelasse una propria indegnità.
  • il dubbio diventa imperante, va da “cosa c’è in me che non va?”, a “non mi fiderò più di nessuno”

Questi tre stati mentali hanno una caratteristica comune: producono stagnazione e fanno affondare sempre più in qualcosa che, invece, avremmo bisogno di lasciar andare.

Non esistono formule magiche però credo che imparare a lasciar essere in questo caso aiuti parecchio. Cosa vuol dire? Lo dico per punti (è meglio essere semplici)

  • Quante volte hai cercato di adattarti al tuo partner? E quante volte hai cercato di adattarlo a te? Non lo fare. Questo prolunga il rapporto ma porta ad una fine brusca e dolorosa. Lasciar essere vuol dire scoprire com’è l’altro e domandarsi “Posso stare con te? Così come sei?” Se la risposta è no prendi le decisioni opportune per te.
  • Lasciar essere vuol dire sentire il proprio dolore, esplorarlo ma non affogarci dentro. Nessuna rimuginazione è utile né è davvero esplorativa: è solo ricorsiva. Mi verrebbe da dirti “piantala!” È un dono che fai agli altri oltre che a te stesso. Come? Medita, corri, muovi il corpo perchè è un ottimo modo per muovere l’anima. Guarda il divano come il nemico numero 1 e il telefono come il nemico numero 1 bis. Stai per chiamare un’amica? Non farlo: vai a ballare. Stai per mandare un whatsapp? Se supera le tre parole cestinalo. Stai per controllare se si è connesso e contemporaneamente è connessa anche la nemica numero 1? Togli whatsapp dal telefono!
  • Lasciar essere vuol dire sapere che le cose hanno un inizio e una fine. Sto raccogliendo firme per eliminare la parola sempre dalla frase “…e vissero per sempre felici e contenti”.  Lasciar essere vuol dire non alimentare il dolore con la propria reattività. non provocare dolore agli altri per mettersi in pace con il proprio dolore.

Lasciar essere vuol dire sentire la propria anima intera sia quando perdiamo che quando vinciamo. Vuol dire sentirsi vivi anche quando non siamo forti. Vuol dire essere elastici! Che grazia!

Nelle occasioni sociali comprendiamo quanto siamo estranei all’altro.

Pratica di mindfulness: Cullare il cuore. Ricordati che alle 7.30 c’è la meditazione live: Baci!

© Nicoletta Cinotti 2018 Imparare a lasciar essere

A scuola di grazia e non di perfezione: ritiro di primavera dal 2 al 4 Marzo a Giaiette

Foto di © Fea*

La copia di questo contenuto non è consentita

Iscriviti alla nostra newsletter ed unisciti alla nostra comunità.

Riceverai per 7 giorni un post quotidiano di pratica.

Poi potrai scegliere se iscriverti alla rivista Con Grazia e Grinta che esce ogni Domenica oppure alla Newsletter quotidiana con spunti di pratica e link a file audio di meditazione

I tuoi dati personali saranno tutelati  nel rispetto della privacy del GDPR e non saranno diffusi ad altri.

Subscribe

* indicates required
Vuoi ricevere
Email Format

Iscrizione Completata con Successo!