I miei genitori sono anziani. Forse potrei dire molto anziani. Vengo da una famiglia che, dentro di me, ho sempre definito “americana”: molta distanza geografica, molta fiducia nell’autonomia e nell’indipendenza, nel fare da soli. Forse anche l’orgoglio di fare da soli. Adesso, per la prima volta da quando li conosco, hanno bisogno. Bisogno di cure, vicinanza e affetto. Ovviamente non lo chiedono ma basta stargli accanto che i bisogni fioriscono con lo stesso suono imperioso dei bisogni dei bambini.

Così sto imparando delle cose rispetto all’autonomia, facendo un percorso alla rovescia. Da figlia a genitore anziché da genitore a figlio. E scopro che le regole sono le stesse e che sono valide in tutte le relazioni, tra amanti come tra amici, tra genitori e figli e tra figli e genitori. Eccole:

  • L’autonomia chiede fiducia e la rinuncia al controllo. Ogni volta che controlliamo vuol dire che abbiamo paura, non che non abbiamo fiducia. È la nostra paura che ci spinge a controllare.
  • I rimproveri non servono a niente; insegnano a fare di nascosto quello che, se fatto apertamente, verrebbe criticato.
  • Curare richiede lentezza. Non c’è una cura veloce perchè i bisogni sono lenti e noi dobbiamo sintonizzarci con i bisogni e non con la fretta di andare via.
  • Il bisogno dell’altro ti fa soffrire perchè gli vuoi bene ma anche perchè ti senti, molto spesso, impotente o in conflitto tra i tuoi bisogni e i suoi. E a volte, quando soffriamo, possiamo aver voglia di andare via e scappare
  • I genitori dicono bugie, proprio come i figli. La verità è gratis ma dirla costa parecchio.
  • Tutti noi sperimentiamo il dolore del cambiamento. Il cambiamento è inevitabile ma, in se stesso, ha anche una sottile (o grande) componente dolorosa. Questa componente dolorosa è dovuta al fatto che vorremmo che tutto rimanesse com’è ma sappiamo che non è possibile. Vorremmo che i nostri figli rimanessero come sono ma cambieranno. Che il nostro amore rimanesse fresco e vivo. Che il nostro corpo rimanesse com’è ma invecchierà. E così via in una lunga lista di desideri impossibili da realizzare che sono legati a questo tipo di dolore.
  • Alla fine la possibilità di imparare è infinita ed è legata al cambiamento. Questa è la gioia del cambiamento anche quando la trasformazione non è positiva.
  • Infine se oggi non ti avessi scritto questo non avrei potuto scrivere niente perchè scrivere è dare voce a quello che urge nel cuore e nella mente. il resto è esercizio, nobile esercizio di parole.

C’è un esperimento in psicologia che si chiama Visual Cliff. I bambini devono attraversare un abisso – coperto da un cristallo – per raggiungere un gioco o il genitore. Dalla prospettiva di un bambino che ha meno un anno d’età quell’abisso è vero e non una illusione ottica. I bambini non attraversano l’abisso per prendere il gioco perchè hanno paura del vuoto. L’attraversano però se dall’altra parte c’è un genitore che li aspetta sorridendo, perchè l’amore ci insegna il coraggio

Essere amato profondamente da qualcuno ti dà forza, mentre amare profondamente qualcuno ti dà coraggio. Lao Tzu

Pratica di mindfulness: La classe del mattino

© Nicoletta Cinotti 2018 Radical Self expression  Photo by Harshil Gudka on Unsplash

 

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