Rientro dal ritiro e riprendo la mia pratica di scrittura. Si potrebbe pensare che torno alla solita vita se non fosse che la vita non è mai solita. Ci sorprende con la sua continua capacità di mostrarsi nuova, se solo siamo disponibili ad accorgercene.

Tra gli olivi di Casa Cares ci saranno tre olivi in più: li abbiamo piantati in questi giorni. Il fatto che portino il nostro nome sarà del tutto secondario. Loro però ricorderanno molto bene che ogni giorno è diverso: perché crescono ogni giorno.
Alla fine credo che sia questa la ragione per cui – ad un certo punto – abbiamo la sensazione che le cose procedano sempre nello stesso modo: perché abbiamo smesso di crescere e abbiamo smesso di guardare alla nostra crescita come a qualcosa di quotidiano. Gli ulivi no. Loro lo sanno che stanno crescendo. Che gli anni che passano lasceranno il loro tronco più grande – forse più contorto – ma che la loro chiamo e i loro frutti continueranno a crescere ogni giorno.
Così, mi sono detta, tutte le volte in cui nasce la sensazione che le cose siano sempre uguali non è noia quella che sto sperimentando. È il segnale che non sto crescendo, o non sono consapevole della crescita mia e di tutte le cose.
Forse ce ne dimentichiamo perché sappiamo bene che la fine della crescita è nota. Forse ce ne dimentichiamo perché, alla fine, vorremmo credere che quella fine non ci riguarderà.
Invece, insieme alla crescita decliniamo ogni giorno un saluto, ogni giorno un lasciar andare.

Buon inizio, qualunque sia il momento in cui ti trovi c’è un inizio che sta grattando sotto la superficie e una fine che si sta allontanando, magari silenziosamente. Tanto silenziosamente da non accorgertene. perché, si sa, crescere non fa rumore.

Noi non cresciamo, in assoluto, in sintonia con lo scorrere del tempo. Cresciamo a volte in una dimensione e non in un’altra, in modo discontinuo. Cresciamo in modo parziale. Siamo relativi. Siamo maturi in un ambito, infantili in un altro. Il passato, il presente e il futuro possono mescolarsi e trascinarci indietro, avanti o bloccarci nel presente. Noi siamo composti di strati, di cellule, di costellazioni. Anaïs Nin

Pratica del giorno: La consapevolezza del respiro

© Nicoletta Cinotti 2020 La cura del silenzio

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