Mi capita spesso di stare nel mezzo. Sono la seconda di tre figli e da lì in poi il mezzo è sempre stato il posto in cui mi sono trovata più spesso. Posto peraltro non sempre comodissimo ma tant’è non scegliamo sempre dove stare!

Nel mio stare in mezzo però ho scoperto che in mezzo stanno tante cose: i progetti che non finiamo, le cose che abbiamo usato e lasciamo in giro, in attesa di collocazione. In mezzo stanno i sogni e, a volte, i desideri. I bisogni invece stanno in giù. O meglio i bisogni stanno dal collo in giù mentre i sogni e i desideri stanno dal collo in sù. Io esploro anche qui la linea di mezzo che spesso è proprio la tensione che si crea tra quello che sta nella testa – idee, progetti, desideri – e quello che sta nel corpo, i nostri bisogni intimi e personali. Dev’essere per questo che tante, tante persone hanno problemi di cervicale: perché mettere insieme i nostri bisogni e i nostri desideri non è faccenda semplice e così, per iper-semplificare, finiamo proprio per tagliare via i nostri bisogni e ascoltare solo i nostri desideri. Invece quello che sta in mezzo – il collo per l’appunto – avrebbe molto da dirci rispetto a come mettere insieme queste due forze che, a volte, sembrano davvero contrapposte e nemiche.

Molto spesso crediamo che per realizzare i nostri desideri sia necessario, anzi indispensabile, sacrificare i nostri bisogni e che non ci sia altra soluzione che tagliare via il corpo e far comandare la mente. Sì, perché siamo convinti che la mente stia nella testa ma no, la mente è embodied, è incarnata e sta in tutto il corpo, testa inclusa. Se escludiamo il corpo non diventiamo più intelligenti: diventiamo più soli. Tanto soli da credere che quando la nostra vita prende una piega inaspettata è perché abbiamo sbagliato qualcosa. Non è così: l’errore sta in mezzo. Ci rende vivi e attenti, ci consente di imparare. O meglio ci mette di fronte ad un bivio: chiudere o aprire. Possiamo chiudere il cuore per il nostro errore oppure aprire per imparare. Insomma quando si chiude una porta si apre un portone...o no?

‘ Scusatemi. Ci dev’essere stato un errore. Avevo firmato per il piano “Tutto andrà alla perfezione fino al giorno della mia morte”. Posso riavere indietro i miei soldi?’ È assurdo, eppure la maggior parte di noi considera una tragedia il momento in cui fa un errore oppure la vita prende una piega inaspettata.  Kristin Neff e Christopher Germer

Pratica di mindfulness: Self compassion breathing

© Nicoletta Cinotti 2021 Il programma di Mindful Self-Compassion

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