L’immunità all’ansia non è molto frequente. Almeno non tanto quanto altre immunità: non abbiamo ancora vaccini. È così presente che potremmo dire che forse è una delle prime emozioni che incontriamo, nel momento in cui nasciamo e ci troviamo, improvvisamente, in uno spazio più grande di quello in cui siamo stati fino ad allora.

Quell’ansia della vastità inizia lì e poi ci accompagna tutte le volte che dobbiamo fare qualcosa di diverso. Tutte le volte in cui vorremmo passare dalle strettoie delle nostre difese all’ampiezza della libertà, proviamo ansia. Il cambiamento in se stesso ci dà ansia. Non vorremmo rimanere bloccati e ancorati al passato ma cambiare fa paura. L’ansia allora si insinua e ci rende ambivalenti tra il desiderio di cambiare e la paura di cambiare.

Alla fine scegliamo una delle due opzioni per soffocamento, perché rimanere ancora in quello stallo ci farebbe troppo male e ne avremmo troppa paura. In realtà l’ansia serve per attivarci, per darci la spinta necessaria. È come la chiavetta di accensione della macchina: dobbiamo girarla per partire. Non possiamo pretendere che la macchina si muova da sola proprio come non possiamo pretendere di evitare tutte le situazioni che ci danno ansia. Evitare qualcosa solo perché ci dà ansia significa restringere progressivamente il nostro panorama, non significa diminuire l’ansia. Anzi, l’evitamento comporta sempre lo stesso esito: diventiamo ogni giorno un po’ più ansiosi. Ognuno di noi ha ansie diverse: le sceglie il nostro carattere. C’è chi ha paura di mostrarsi e chi ha l’ansia di non essere visto. Chi ha ansia dell’inizio di qualcosa di nuovo e chi ha l’ansia della fine.

Per diminuire l’ansia però non abbiamo che una strada, la stessa strada necessaria per cambiare: ogni giorno, passo dopo passo, guardare quello che ci fa paura e farlo. Iniziando dalle piccole cose. È così che guadagniamo gradi di libertà dall’ansia, non attraverso gli ansiolitici. Iniziamo da passi minimi che evitiamo e onoriamo il fatto di esserci riusciti. Non facciamoci ingannare dalla nostra tendenza a pensare subito alle sfide che non abbiamo ancora affrontato. E ricordiamoci, ogni giorno, che la volontà non è una forza, non è una pressione, non è una spinta. La volontà è scegliere di vivere con quello che c’è. Anche quando si chiama ansia. E fare le cose in sua compagnia. È così che l’ansia capisce che non ci fa paura, che non è lei a guidare la nostra vita ma che siamo noi. Che affrontando le nostre ansie più temibili non moriremo. Anzi, inizieremo a vivere.

Dal crepacuore ci difendiamo rinunciando ad amare e dalla morte rinunciando a vivere. Alexander Lowen

Pratica del giorno: La classe del mattino

© Nicoletta Cinotti 2019 Cambiare diventando se stessi: Il piacere, l’ansia, le difese

Photo by Kelly Sikkema on Unsplash

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