I nuovi biglietti ferroviari per brevi distanze sono lunghe strisce di carta, leggere come un foglio, forse anche di più. Obliterarle non è facile perché le obliteratrici che ci sono erano pensate per i vecchi biglietti in cartoncino leggero.

Ieri vado a comprare dal giornalaio della stazione il mio biglietto. E, insieme al biglietto, lui mi dà un gratta e vinci usato. Stavo quasi per dire che non volevo un gratta e vinci quando mi sorride e dice “Se lo mette sotto il biglietto, questo cartoncino renderà più semplice timbrarlo.” Guardo e, a fianco vedo che ha una pila di gratta e vinci usati che, molto probabilmente, dà ai clienti che comprano un biglietto, per risparmiare loro una lotta per timbrarlo. Sembra un banale atto di gentilezza. Tanto banale non è.

Avrebbe potuto semplicemente vendere il suo biglietto e lamentarsi che i nuovi biglietti sono difficili da timbrare (o ascoltare le lamentele dei passeggeri al riguardo). Avrebbe potuto buttare via i gratta e vinci usati. Lui no. Mette insieme le cose e, gentilmente, ti risolve un problema.

Perché tutti noi, indipendentemente dalla nostra attività abbiamo una scelta: possiamo avere un lavoro, una carriera o qualcosa in più di un lavoro o di una carriera. Se facciamo solo un lavoro sappiamo che è indispensabile guadagnare per vivere e lo facciamo. Non ci aspettiamo niente di più e speriamo che arrivino presto le vacanze o il fine settimana. Se abbiamo una carriera siamo orientati in quello che facciamo in vista di uno sviluppo futuro, sperando che si realizzi. Ma se mettiamo nel nostro lavoro quella quota gratuita di gentilezza, intelligenza e passione questo lo rende un modo per crescere come esseri umani. Diventa di più di un lavoro o di una carriera: diventa una soddisfazione.

Sono sicura che quando va a casa il “mio giornalaio” è più soddisfatto del giornalaio che fa solo un lavoro. O di quello che vende i giornali in vista di future espansioni commerciali. Perché trova già, in quello che fa, un senso. Non fantastica di cambiare lavoro per avere soddisfazione. Mette attenzione e questo gli dà soddisfazione. E, sono sicura, la sua edicola lavora, tanto, oltre che bene. Chi non vorrebbe un giornalaio così?

Tutti hanno la stessa occupazione ma la loro esperienza soggettiva, come vedono se stessi nel lavoro, non potrebbe essere più diversa. Le ricerche di Studs Terkel suggeriscono che, rispetto ad ogni occupazione, ci sono persone che la considerano un lavoro, altre che la considerano una carriera e altri che la considerano una vocazione. Anche se l’attività è la stessa e, indipendentemente, dal tipo di attività. Studs Terkel “Working: People talk about what they Do all Day and How They Feel about What They Do” 1974

Pratica di mindfulness: Centering meditation

© Nicoletta Cinotti 2017 Verso un’accettazione radicale 

Foto di © Rosmarie Voegtli

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