Di che cosa ci parla l'inquietudine?

Nel linguaggio del corpo ci sono molte risorse e molti vantaggi. Il primo fa tutti è la semplicità. Possiamo complicare molto le cose con le parole della mente ma se ascoltiamo il linguaggio del corpo, i segnali che ci manda tutto diventa molto più semplice e l’apparente incomprensibilità deriva solo dal fatto che è un linguaggio che pratichiamo poco e al quale, solitamente, diamo valore solo se ci spaventa.

Per muoversi in questo linguaggio Lowen ha dato pochi elementi fermi. La base è l’integrazione tra le tre colonne del Sé corporeo: consapevolezza di sé, espressione di sé e padronanza. È la relazione tra questi tre aspetti che determina il senso di benessere, vitalità e soddisfazione. Così, se avvertiamo un disagio misterioso, anziché iniziare a fer ipotesi fantasiose e altrettanto fantasiose relazioni causa – effetto, spesso il punto è guardare se tra questi tre aspetti esiste uno squilibrio.

Se sperimentiamo squilibrio o mancanza di spazio espressivo i sintomi sono pochi e chiari: inquietudine. Siamo inquieti come un animale che cerca una nuova tana. Inquieti come chi ha perso la strada di casa. È per questo che l’inquietudine è la vera malattia dei nostri giorni. Perché sacrifichiamo la nostra libertà espressiva al raggiungimento dei nostri obiettivi. Mettiamo a tacere il corpo promettendogli di ascoltarlo quando avremo finito. Un po’ come una mamma fa con il bambino “aspetta, finisco questo e poi giochiamo”. Non è così.

Se prendiamo la strada del sacrificare l’ascolto e l’espressione di noi non c’è mai il punto in cui smettere di farlo. Avremo sempre nuovi obiettivi, nuove ragioni per non sentire, per rimandare lo spazio che diamo a noi stessi. Perché se ascoltiamo i nostri veri bisogni poi è difficile continuare a rimandare.

Questo vale anche se diamo uno spazio ridondante all’espressione di noi. Se lo facciamo senza padronanza. Perché, in quel modo, diventiamo una voce sola, senza dialogo. Invece esprimersi è dialogo. Con noi stessi e con il mondo.

Una persona si esprime nelle azioni e nei movimenti; quando l’espressione di sé è libera e adeguata alla realtà della situazione, il fatto di scaricare la propria energia produca un senso di soddisfazione e piacere. Questa soddisfazione e questo piacere stimolano nell’organismo una maggiore attività metabolica che si riflette immediatamente in una respirazione più profonda e piena. Alexander Lowen

Pratica del giorno: La classe del mattino

© Nicoletta Cinotti 2017 Verso un’accettazione radicale Foto di © seiji2012 Fiori all’inizio dell’estate

Iscriviti alla nostra newsletter ed unisciti alla nostra comunità.

Riceverai per 7 giorni un post quotidiano di pratica.

Poi potrai scegliere se iscriverti alla rivista Con Grazia e Grinta che esce ogni Domenica oppure alla Newsletter quotidiana con spunti di pratica e link a file audio di meditazione

I tuoi dati personali saranno tutelati  nel rispetto della privacy del GDPR e non saranno diffusi ad altri.

leggi come usiamo i tuoi dati (informativa sulla privacy)

 

Vuoi ricevere

Iscrizione Completata con Successo!