Che cos’e una doula?

E “una mamma della mamma”, così mi ha risposto Giulia la mia insostituibile doula, la prima volta che l’ho incontrata. Io avevo varie idee, avevo letto libri…ma questa “definizione”, a qualche mese dal suo arrivo, mi sembra davvero la più appropriata. Aggiungerei che è una mamma senza la parte di legame familiare che spesso imbriglia in schemi fissi, per cui è difficile accorgersi dei propri reali bisogni, chiedere, ricevere e dare risposte che siano adeguate e non mediate dalla propria storia relazionale e familiare.

Io vi racconto di Giulia, perché per me è la migliore delle doula possibili, ovviamente …è la “MIA”!

Discreta, disponibile, pronta ad ascoltare e non a rispondere sempre ma ad aprire uno spazio alla discussione, ad allargare lo scenario del possibile, a dare informazioni più che risposte e a farmi sentire in grado di prendere la decisione giusta per i miei bimbi. Ha sempre sostenuto la mia intuizione e la sua apertura all’ascolto mi ha dato modo più volte di trovare soluzioni creative, ma quel che più conta, mi ha permesso di ascoltare davvero il mio bimbo e non seguire tutto l’immaginario sullo sviluppo di un piccolo essere umano.

I bambini (anche i neonati si!) hanno già tante cose da dire ed è vero che non parlano e spesso piangono per farlo, e non si tratta sempre dello stesso pianto, ma corpo, espressione del viso, ritmo della giornata, sonno/veglia, qualità delle poppate…trovo che utilizzino tutto ciò per aiutarci ad entrare in sintonia con i loro bisogni. Le teorie, i pediatri, le mamme, le suocere, internet, i libri, le storie delle altre mamme, convinzioni e aspettative, la stanchezza …nella mia esperienza creano ad un certo punto tanta confusione e si perde la bussola. La mia doula innumerevoli volte mi ha restituito quella “bussola”, non una direzione, ma la capacità di decidere per il mio bambino e la certezza che non c’è una strada, ogni relazione è unica e ogni decisione è lecita se ci fa stare bene, perché “una mamma non sbaglia mai “ (Bollea) e, aggiungo io (ma non solo )“non è perfetta”, per fortuna nostra e dei nostri figli!

Una doula è indispensabile, dovrebbero parlarne durante la gravidanza e consegnare il loro numero di telefono subito dopo il parto invece che pannolini omaggio. In realtà forse l’avessi conosciuta prima del parto, avrei anche seguito il mio desiderio di partorire in casa. Per me non è stato così, ma la doula segue le mamme anche durante la gravidanza , il parto e i giorni seguenti. Non sostituisce alcun professionista, lo affianca e accompagna la mamma.

Se siete mamme, vi accorgerete che è la prima volta che qualcuno parla di gravidanza, parto e post parto senza mettere al centro il solo bambino, ma la diade mamma – bimbo e soprattutto LA MAMMA! Dopo il parto ci si sente abbandonate. Si da per scontato che le donne siano come gli animali, ovvero mammiferi e quindi dotate di istinto materno, proprio come loro!

Personalmente non trovo sia così semplice…è dura essere e diventare mamma, il cuore si dilata, l’amore è immenso, ma la fatica dell’inizio altrettanta. E si racconta così poco della quotidianità reale, quella di tutti i giorni, dove ci si trova a fare la mamma, nonostante le notti insonni, la fatica a comunicare col proprio partner, il desiderio di tornare a prendersi cura di sé e la frustrazione di non riuscire nemmeno a farsi una doccia, la continua necessità di prendere decisioni, la sensazione di essere insostituibile o di dover muovere una comunità per dedicarsi un’ora, il disordine in cui versa la casa che aggiunge una sensazione di incompiutezza alle giornate, i denti, lo svezzamento, il numero delle poppate, il sonno, i vaccini, i farmaci e/o l’omeopatia, le teorie pedagogiche…ci si sente come un pc con tanti file aperti e di cui non si riesce a fra diminuire il numero.

Per fortuna basta davvero un sorriso, uno sguardo, un gesto dei nostri piccoli che ci si sente di nuovo “a casa”, in pace con se e con il proprio bimbo.

Accogliere il fatto che è faticoso e scriverlo qui, non significa che io non adori essere mamma e che lo rifarei altre mille volte o mi dica spesso, “perché ho aspettato così tanto?!”. Amo i miei due bimbi ed ebbene si, strano in questo momento storico, ma sto ancora con mio marito! Altro capitolo, salvaguardare la relazione di coppia, dopo l’arrivo dei nani….e anche qui la doula offre il suo tempo, per ritrovare il proprio tempo!

Io ne ho descritto la parte che mi ha toccato in modo molto personale, ma vorrei aggiungere che, la mia doula e non solo, è una professionista competente, formata e che porta la sua esperienza di mamma. Io sono stata molto fortunata perché la mia è una super donna, una mamma di quelle magiche, che vive più di 24h nella stessa giornata perché riesce a fare e seguire tante cose che non posso credere abbia a disposizione le stesse mie ore!

Noi siamo quasi giunte alla fine dell’accompagnamento. Ci aspetta una cerimonia insieme, il “rebozo”, di origine messicana, che aiuta la mamma a chiudere ciò che si è aperto e a ricentrarsi, ritrovare la propria femminilità, perché vero è che si rimane anche donne e mogli e ora sento importante nutrire questa parte di me. Sono felice che sia presente, per me è un modo di ringraziarla, perché mi ha fatto un regalo che non termina con le sue visite: una comunità. In oltre allo spazio di ascolto, all’aiuto concreto e materiale del quotidiano, mi ha regalato contatti, connessioni, reti, persone e luoghi.

Ed oggi, mi ha offerto una sedia sulla quale sedermi e raccontare.

E’ con e per gratitudine che scrivo queste righe, mi piace restituire ciò che ricevo e farlo girare per aumentare il livello di compassione globale. Ho un sogno personale, e credo che i miei figli su questo siano i miei maestri: portare compassione nella mia vita, contagiare le persone che incontro e, perché no?, incidere sull’asticella immaginaria di gentilezza globale.

Credo che anche questo sia yoga, yoga per me in questo pezzo di strada da mamma è stato imparare a chiedere aiuto e ad ascoltare. E’ stato ed è, portare consapevolezza nel mio ruolo di mamma, nella relazione con i miei bimbi, ciascuno di loro con la sua personalità, e con mio marito, ora padre e quindi un po’ diverso anche lui.

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