Forse capita a tutti. Forse più alle donne che agli uomini. Tutti noi sperimentiamo la situazione in cui diciamo qualcosa di troppo, a volte addirittura qualcosa che non sapevamo nemmeno noi che avremmo detto. Eppure ci è scappato di bocca. E non possiamo farlo rientrare. È stato ascoltato e quello che abbiamo detto è andato dritto dalle orecchie al cuore.

Come mai ci sono parole che vanno da un orecchio all’altro senza lasciare traccia e altre che risvegliano come una bastonata? Come mai ci accorgiamo sempre delle parole sbagliate che vengono dette? Forse perché le parole hanno un’energia, una sorta di radice da cui pescano la loro forza. Se sono parole qualunque non hanno tanta forza. Sono come quelle erbe facili da estirpare, quei quadrifogli che trovi ,con radici sottili come il loro gambo. Altre parole invece hanno tante ramificazioni, dicono una parte di verità che non avevamo chiara nemmeno noi e suonano come tamburi anche dentro il cuore dell’altro.

Non ci accorgiamo che molto spesso il linguaggio verbale sequestra la nostra attenzione nella dimensione discorsiva. Lo fa un po’ prepotentemente e prende spazio nella relazione. Difficile cancellare l’impatto che hanno avuto le nostre parole, anche quando, dopo, ci rendiamo conto dell’enormità che abbiamo detto. Sarebbe necessario, forse indispensabile, rallentare, portare consapevolezza nelle parole che diciamo senza farsi attrarre solo dalla dimensione discorsiva. Basterebbe sentire cosa sta succedendo nel corpo, le emozioni che si stanno muovendo, per restituire consapevolezza alle nostre parole. Invece ci innamoriamo del contenuto e della ragione.Ma le relazioni non si pesano sulla bilancia del giusto e dello sbagliato. Si pesano su un’altra bilancia: la bilancia della comprensione che rende anche gli atti sbagliati, potabili. Resteremo imperfetti, malgrado tutti i nostri sforzi, forse restiamo imperfetti potrebbe essere una invocazione. Una sorta di invocazione alla comprensione.

La compassione matura nel modo più naturale possibile:attraverso il semplice, onesto contatto. Gregory Kramer

Pratica di mindfulness: Self compassion breathing

© Nicoletta Cinotti 2021 Il protocollo di mindfulness interpersonale

Photo by Daniel Fazio on Unsplash

La copia di questo contenuto non è consentita

Iscriviti alla nostra newsletter ed unisciti alla nostra comunità.

Riceverai per 7 giorni un post quotidiano di pratica.

Poi potrai scegliere se iscriverti alla rivista Con Grazia e Grinta che esce ogni Domenica oppure alla Newsletter quotidiana con spunti di pratica e link a file audio di meditazione

I tuoi dati personali saranno tutelati  nel rispetto della privacy del GDPR e non saranno diffusi ad altri.

Subscribe

* indicates required
Vuoi ricevere
Email Format

Iscrizione Completata con Successo!