pratica informaleSpesso diamo per scontato di essere nel luogo in cui ci troviamo fisicamente. Se prestiamo più attenzione possiamo accorgerci che questo è vero solo a volte. Molto spesso il corpo è in un luogo e la mente in un altro.

Gli indiani d’america, credevano che il corpo arrivasse in un luogo prima dell’anima. Così, per accogliere qualcuno, aspettavano che corpo e anima si incontrassero, arrivassero ad essere insieme.

Perché il nostro corpo e la nostra mente arrivino ad essere insieme, basta poco.

Basta chiedersi: dove sono? E questa semplice domanda, indipendentemente dalla risposta, li riporta insieme perché riporta l’attenzione al corpo e a noi stessi.

Basta questa domanda perché ci concede il tempo dell’attesa. Aspettiamo di arrivare. E ogni amore è nutrito di attesa.

Basta perché non presume di sapere dove siamo, ma si dà il tempo di chiedercelo.

Pratica del giorno: Oggi, ogni tanto, prova a chiederti “Dove sono?”. Basta questa piccola pratica informale per essere presenti.

C’è un tempo in cui devi lasciare i vestiti, quelli che hanno già la forma abituale del tuo corpo, e dimenticare il solito cammino, che sempre ci porta negli stessi luoghi. È l’ora del passaggio: e se noi non osiamo farlo, resteremo sempre lontani da noi stessi. Fernando Pessoa

© Nicoletta Cinotti 2014 Aprire la mente

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