Veniamo alla recensione che riguarda due libri: “Mindful Aging” (in inglese) di Andrea Brandt e “Mindset“(in italiano) di Carol Dweck. Perché li collego? Perché la prima cosa che invecchia – o che è vecchia indipendentemente dall’età anagrafica – è l’attitudine mentale all’esperienza. Me ne accorgo in particolare nei protocolli mindfulness. Le persone che sono aperte all’apprendimento non è detto che siano le persone più giovani. Anzi, in quel caso per molte persone c’è una definizione statica delle loro caratteristiche e una fretta di arrivare al risultato che rende molto scomodo il processo di apprendimento. La grande differenza sta proprio nell’atteggiamento mentale o mindset di partenza. Il mindset statico non dice “ho fallito”, bensì “sono un fallito”. Il mindset dinamico porta invece a sviluppare un’incredibile livello di resilienza e forza di volontà. La motivazione rimane sempre alta, nonostante i momenti di difficoltà perché è focalizzata sulle possibilità di apprendimento. Il libro di Carol Dweck riporta moltissime differenze tra un mindset dinamico e un mindfset statico a partire dall’esempio di alcuni sportivi, fino ad arrivare ai CEO di grandi società. La bella notizia è che se abbiamo un mindset statico – ossia siamo convinti che le nostre qualità di base non potranno cambiare e rimarranno staticamente di un certo tipo – possiamo fare molto per arrivare ad un mindset dinamico orientato all’apprendimento. E l’apprendimento di cose nuove è possibile ad ogni età e tiene il nostro cervello in attività. Non è fare le parole incrociate che ci tiene giovani (perché usiamo un bagaglio di conoscenze già apprese) ma imparare nuove informazioni.

Come può aiutarci un mindset dinamico nei processi di invecchiamento? Scegliendo una positività realistica che riconosce la situazione in cui siamo e le sue cause ma si focalizza sul creare una situazione in cui ci piacerebbe stare o essere, anziché lamentarsi delle opportunità mancate e che riteniamo perdute per sempre. Questo atteggiamento di positività realistica è estremamente interessante perché contiene la possibilità di realizzare i propri sogni con  l’esperienza maturata nel passato. Insomma invecchiare succede e non c’è niente che possiamo fare contro il passare del tempo ma possiamo fare invece moltissimo rispetto a come avviene e a quando avviene. Due frasi descrivono bene il come e il quando. La prima è “Stare seduti è il nuovo fumare”, per esprimere come la sedentarietà stia diventando una delle prime cause di “cattivo invecchiamento” e la seconda, del buon Mark Twain, “Nella mia vita ho avuto un sacco di tragedie, molte delle quali non sono mai avvenute”. Insomma il primo posto dove guardare per conoscere la nostra età reale è la mente!

© Nicoletta Cinotti 2022 per la Rubrica Addomesticare pensieri selvatici

Andrea Brandt, Mindful Aging

Carol Dweck, Mindset. Cambiare forma mentis per raggiungere il successo

 

La copia di questo contenuto non è consentita

Iscriviti alla nostra newsletter ed unisciti alla nostra comunità.

Riceverai per 7 giorni un post quotidiano di pratica.

Poi potrai scegliere se iscriverti alla rivista Con Grazia e Grinta che esce ogni Domenica oppure alla Newsletter quotidiana con spunti di pratica e link a file audio di meditazione

I tuoi dati personali saranno tutelati  nel rispetto della privacy del GDPR e non saranno diffusi ad altri.

Subscribe

* indicates required
Vuoi ricevere
Email Format

Iscrizione Completata con Successo!