Sì, essere innamorati è importante ma soprattutto la sensazione di non potersi innamorare è una di quelle sensazioni che vengono vissute con un senso di pericolo. Come mai? Perché la capacità di innamorarsi non parla solo delle relazioni affettive ma anche del nostro modo di entrare in relazione con le attività della vita quotidiana.

Per strano che possa sembrare è proprio lo Zen – il ramo più essenziale della meditazione di consapevolezza – che afferma con forza il ruolo centrale che l’innamoramento ha nella vita delle persone e spiega questa affermazione con tre passaggi:

  • essere innamorati cancella il senso di mancanza di scopo e il senso di alienazione;
  • il vero amore non ferisce mai. Sono le aspettative che abbiamo sull’amore che ci feriscono non l’amore in sé e per sé, che, anzi, ci nutre;
  • l’innamoramento ci permette di esporci ossia di andare al di là delle nostre difese;
  • l’amore ci permette di fermarsi ed entrare nell’esperienza che viviamo con profondità.

Innamoramento e amore tra zen e bioenergetica

Anche in bioenergetica l’innamoramento è l’espressione della vitalità, una espressione tipica di una persona che è in equilibrio emotivo e disponibile ad aprirsi. L’apertura, l’andare al di là delle nostre difese, è il passaggio inevitabile e necessario per innamorarsi. È anche il passaggio inevitabile e necessario perché la nostra personalità continui a crescere e ad essere in una relazione attiva e vitale con il mondo e con la propria esistenza nel mondo. Zen e bioenergetica si incontrano quindi nel primo passaggio dell’innamoramento: aprirsi.

L’apertura però non è un atto fine a sé stesso: perché ci sia vera apertura è necessario essere consapevoli di quello che sta succedendo nel momento in cui sta succedendo. Quindi non è l’apertura di chi – folle d’amore – è disponibile a farsi trascinare in qualunque avventura ma, piuttosto, l’apertura di chi sa chi è e conosce la posizione in cui si trova. È da questa posizione che si apre all’altro, consapevole che questa apertura porterà inevitabili cambiamenti. Non siamo noi a cambiare l’altro, né l’altro a cambiare noi ma l’essere in relazione ci cambia in un modo che non riusciamo nemmeno ad immaginare. Questa è la ragione per cui innamorarsi è così fondamentale. Se non ci innamoriamo – di una persona, di una attività, di una esperienza – rimarremo chiusi alla possibilità di cambiamento. Senza scambio il nostro sistema vitale non cresce e perché questo scambio sia davvero ricco e nutriente è necessario che abbia una qualità di innamoramento.

Cosa ci fa vedere l’innamoramento

Quando siamo innamorati non vediamo solo le caratteristiche che definiscono una persona; vediamo anche quelle che sono le sue potenzialità, magari non ancora realizzate ma in essere. Non sappiamo chi è l’altro davvero fino a che non conosciamo anche chi potrebbe diventare. E questo avviene quando ci innamoriamo. È una apertura alla possibilità e non solo alla realtà presente. Una apertura che espone ad un rischio: il rischio di creare delle aspettative rigide che, se non si realizzano, diventano delusioni. Ecco perché per molte persone amare diventa una strada dolorosa: perché quando ciò che avevamo intravisto dell’altro non si realizza si apre la strada della lotta e del dolore. Questa stessa consapevolezza delle potenzialità riguarda anche noi: innamorarci di qualcosa o di qualcuno ci fa intravedere chi potremmo diventare. Ci appare come una terra promessa, lungamente cercata: la terra della realizzazione personale.

Quasi trent’anni per amarci proprio troppo La vita senza avvisare poi ci piovve addosso Ridigli in faccia al tempo quando passa per favore E ricordiamoglielo al mondo chi eravamo e che potremmo ritornare. Tiziano Ferro, “Potremmo ritornare”

Spiriti affamati

Una persona che cerca l’amore e non lo trova è come uno spirito affamato. Può dirsi che abbia molte possibilità ma gli manca proprio quella possibilità unica che si realizza con l’amore. La possibilità di essere nutrita dal sentimento che prova. Non è una possibilità opzionale. Se abbiamo fame vogliamo essere nutrite. E se non troviamo cibo in un luogo lo cerchiamo in un altro. Qui, nel nutrimento, si realizza il passaggio dall’innamoramento all’amore. Quello che apre è l’innamoramento ma quello che ci nutre è l’amore, un sentimento che ha un ritmo e una sostanza tale da inviarci alla sosta.

Se siamo spiriti affamati la fame può giocarci un brutto scherzo: può non farci vedere che il cibo a nostra disposizione è già pronto: non occorre cercarne altro. Essere uno spirito affamato ci dispone spesso alla ricerca continua, mentre l’innamoramento, per diventare amore, necessita della sosta. Necessita della possibilità di essere totalmente presenti a noi stessi e all’altro. È così che le emozioni diventano sentimenti: fermandoci, rimanendo in intimità e permettendo alle sensazioni di mettere radici. Se abbiamo paura di venire catturate saremo sempre spiriti affamati: non perché non troviamo la persona giusta ma perché non sappiamo correre il rischio di fermarci e di rinunciare al mondo di possibilità che è sempre una alternativa a quello che stiamo vivendo.

Sviluppare la pazienza è centrale per la nostra capacità di amare. Brenda Soshanna

Diventare veri principianti

Niente più del passaggio dall’innamoramento all’amore ci chiede di diventare veri principianti. Se nell’innamoramento è tutto nuovo, nell’amore rischia di diventare velocemente tutto vecchio: vecchio perché ripetitivo di schemi relazionali del passato. Vecchio perché lavoriamo troppo sulla stabilità e troppo poco sull’accettare l’incertezza. In più se siamo molto affamati ce la caviamo piuttosto male con la pazienza – la fame, si sa, non aiuta ad essere pazienti – e quindi potremmo attivare troppo velocemente schemi reattivi.

L’amore, per crescere, ci chiede di non avere fretta di riempire i nostri vuoti. Se abbiamo bisogno di riempire prendiamo velocemente tutto, senza distinguere tra cibo sopraffino e cibo spazzatura. Invece l’invito, per passare dall’innamoramento all’amore, è quello di assaporare quello che accade, per poter sentire se è nutriente anche se difficile. Può voler dire attraversare diverse difficoltà ma soprattutto sviluppare calore e flessibilità. Non sappiamo mai fino in fondo dove ci spinge ad aprire la relazione che abbiamo: potrebbe farlo in territori che abbiamo lasciato disabitati da tempo.

Non guardate i difetti degli altri. Guardate le vostre azioni, compiute o incompiute. Buddha

© Nicoletta Cinotti 2019

Scrivere la mente nel territorio dell’amore

 

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