Possiamo dire che le nostre emozioni colorano la vita? Forse direi proprio di sì. Per questa ragione non ci stupiamo se dicamo di aver avuto una giornata grigia oppure di essere di umore nero o di vedere tutto di rosa perché ci siamo innamorati. Emozioni e colori hanno una caratteristica comune: parlano attraverso gli occhi. Molte emozioni infatti sono comunicate attraverso l’espressione del viso e, abbastanza inevitabilmente i colori prendono ben presto una dimensione affettiva nella nostra vita. Infine emozioni e colori hanno molte sfumature: possiamo essere leggermente irritati o decisamente furiosi ma l’emozione di sottofondo è sempre la stessa: la rabbia. Cambia solo l’intensità si tratta

La ruota dei colori

Forse ti domanderai con quale criterio si possono associare dei colori alle emozioni e allora un po’ di storia del colore può servire. I colori primari sono tre: giallo ciano e magenta. Oppure rosso, giallo e blu. La differenza? I colori primari sono i colori di base, ovvero quelli a partire dai quali è possibile ottenere tutti gli altri, come spiega bene il cerchio di Itten che vedi qui accanto. Ma allora perchè a volte sono giallo, ciano e magenta e a volte giallo, rosso e blu? Giallo, magenta e ciano sono colori primari sottrattivi* (te lo spiego in nota cos’è la sintesi sottrattiva) da cui derivano tutti gli altri colori. Rosso giallo e blu sono colori primari additivi *.

Anche le emozioni possono essere emozioni di base – che proviamo tutti – oppure emozioni legate alla cultura a cui apparteniamo e in ogni caso non proviamo tutto il nostro spettro emotivo fin da bambini. All’inizio proviamo meno emozioni e crescendo il nostro repertorio emotivo si allarga e si amplia. Allora potremmo dire che anche le nostre emozioni primarie sono raggruppabili in tre sistemi emotivi: emozioni difensive (magenta o rosso), emozioni affiliative (giallo) emozioni del sistema di ricerca delle risorse (ciano o blu) e che da lì nascono tutte le nostre emozioni.

 

Emozioni e colori comunicano

Le emozioni possono essere raggruppate in tre grandi sistemi: servono a difenderci (Sistema difensivo – magenta), a stimolarci (Sistema di ricerca delle risorse – ciano) e a costruire legami (Sistema affiliativo – giallo)

Le emozioni sono un modo rapido e non verbale per comunicare con il mondo che ci circonda. Proprio come per i colori abbiamo emozioni di base – fondamentali per la sopravvivenza – emozioni che sviluppiamo nel tempo ed emozioni che sono collegate alla cultura a cui apparteniamo.

Impariamo presto a capire il linguaggio delle emozioni. Un genitore sufficientemente buono nel giro di poche settimane riesce a distinguere il pianto di fame dal pianto di dolore o di stanchezza del proprio bambino. E il bambino non ha bisogno di imparare un codice di comunicazione complicato, come quello verbale, per far capire i propri bisogni. Le emozioni che prova parlano per lui, lo aiutano a stabilire un legame affettuoso con il mondo, grazie alla sua dotazione di sorrisi e di gioia.
Malgrado i neonati siano circondati da colori pastello, alla nascita vediamo bianco, nero e rosso. Bastano poche settimane e iniziamo a distinguere il rosso dal verde, il blu dal giallo e nel giro di sei mesi vediamo proprio come un adulto. È difficile dare una tempistica esatta nello sviluppo delle emozioni. Sappiamo che un neonato che sta bene prova prevalentemente gioia nel primo anno di vita. Questo non significa però che provi solo gioia: conosce il dolore, la rabbia, la paura. Il disgusto è presente fin dalla nascita e tutto in lui sembra predisposto per provare – e suscitare – amore. Dalle prime ore di vita un neonato è in grado di imitare le espressioni emotive del viso del genitore. Questo fa pensare che parte dell’apprendimento emotivo passi attraverso ciò che vediamo sul volto degli altri. Possiamo “venir contagiati” dalle emozioni altrui e lo sguardo e il guardare sono mezzi significativi rispetto al mondo emotivo.

Le emozioni colorate

Ci sono degli aspetti importanti da considerare nelle emozioni “colorate”. Te ne elenco alcuni:

• Possiamo provare, contemporaneamente, più emozioni di sistemi emotivi distinti. Ne parliamo separatamente ma è necessario ricordare che alcune distinzioni, fatte per semplificare, non sono così nitide nella nostra esperienza personale. Se usiamo il colore possiamo immaginare le emozioni proprio come un quadro: tante pennellate, di colori diversi, per rendere le sfumature. La pratica di mindfulness ci permette di cogliere gli elementi che compongono la nostra esperienza.

• Certe emozioni ci fanno avvicinare, altre allontanare. Quando amiamo qualcuno desideriamo stargli vicino. Quando abbiamo paura desideriamo stare lontani da quello che ci spaventa. A volte possiamo provare contemporaneamente amore e paura. Non c’è niente di sbagliato: solo che questo rende più difficile esplorare l’esperienza e qui la pratica di mindfulness, può aiutare davvero tantissimo permettendoci di guardare il panorama interno da una cornice per vederlo meglio senza per forza andare così vicino da spaventarci.

• Le emozioni cambiano nel tempo e hanno tante sfumature.  Praticare mindfulness vuol dire imparare a vedere il mondo non come un colore uniforme – come avviene quando andiamo avanti con il pilota automatico inserito – ma tornare alla possibilità di cogliere le sfumature.

 

• Alcune emozioni vanno coltivate mentre altre non andrebbero nutrite. Purtroppo finiamo per fare l’opposto: non coltiviamo l’amore pensando che sia un’emozione che vive senza bisogno di particolare cura ma coltiviamo – attraverso la ripetizione – l’ansia e la paura.
• Saper riconoscere le emozioni è un modo per coltivare calma e serenità: abbiamo paura di ciò a cui non sappiamo dare nome. Imparare a vedere le sfumature e a riconoscere l’esistenza di molti colori rende il nostro universo sensoriale più sveglio e felice. Apre il panorama e lo rende meno saturo di un solo elemento, come succede quando siamo molto preoccupati per qualcosa. Aprire la mente, conoscere e ri-conoscere è il più potente sedativo del mondo anche se la nostra paura ci urla l’opposto.

• È importante darsi il permesso di sentire e di vedere. Può sembrare banale ma non sempre ci autorizziamo a farlo. A volte andiamo nella vita come le tre scimmie: non vediamo, non sentiamo, non parliamo. Lo facciamo credendo che ci siano emozioni lecite ed emozioni illecite: qualunque emozione è lecita anche se non è detto che i comportamenti che ci suggerisce siano perfetti. Il punto è permettersi di sentire e scegliere cosa fare separando l’emozione dall’impulsività. Essere impulsivi non è un obbligo: è mancanza di consapevolezza.

• Emozioni e pensieri sono meno separati di quello che possiamo credere. Come dire che per stare bene dovremmo sentire con il pensiero e pensare con la sensibilità.

• Come i tre colori primari – giallo, ciano e magenta – insieme danno altri colori, così le emozioni dei nostri sistemi emotivi hanno tante sfumature che mischiano questi tre sistemi emotivi. Molte emozioni poi appartengono a tutti e tre questi sistemi emotivi: la differenza sta nel significato diverso che assumono a seconda del contesto.
Essere ambiziosi può voler dire mettere molta energia nella professione nel sistema di ricerca delle risorse, mentre può voler dire dare molta attenzione alla cura nel sistema affiliativo. Essere tristi nel sistema di ricerca delle risorse può voler dire non aver raggiunto un obiettivo, nel sistema affiliativo aver perso – o aver paura di aver perso – l’attenzione della persona che amiamo.

• Anche le emozioni, come i colori, procedono per coppie complementari. Provare molta tristezza comporta il provare poca gioia.

 

•*Il funzionamento della sintesi sottrattiva? Ipotizziamo di avere due filtri colorati in modo differente, e quindi per esempio un vetrino giallo e un vetrino magenta. Ipotizziamo di sovrapporre il vetrino magenta a quello giallo: il colore risultante – in questo caso un bel rosso – sarà il risultato non di una somma, quanto invece di una sottrazione, con il vetrino superiore che sottrae una parte della luce dal vetrino inferiore. Per questo non si parla più di un’addizione, e quindi di sintesi additiva, quanto invece di una sintesi sottrattiva.

E il corpo cosa sente?

Il corpo rende più probabile un colore rispetto ad un altro. Se siamo tesi e contratti “scurisce” le nostre emozioni. Se siamo felici e sciolti le alleggerisce e rende più facile provare compassione e tenerezza. Siccome le emozioni possono venire sia sentite che pensate, scoprire la relazione tra corpo e pensiero è fondamentale perchè davvero ci sia possibile avere una diversa percezione della vita. Se rimaniamo tesi e contratti i nostri pensieri possono far salire a galla molto velocemente le emozioni del sistema difensivo e possiamo “rimanerci a bagno” per lungo tempo, se non sappiamo come dis-attivare la risposta corporea.

Ecco perché mindfulness e bioenergetica si danno così bene una mano: la forza della bioenergetica permette alla dolcezza della mindfulness di prendere spazio. Ci vuole un po’ di grinta per stare nel corpo ma poi il corpo ci premia sciogliendo le nostre tensioni e regala parecchia grazia anche ai nostri movimenti che diventano più fluidi e coordinati.

Il tempo e l’energia che investite nel vostro corpo è il miglior investimento che possiate fare. State in realtà investendo in voi stessi, perché voi siete il vostro corpo, il vostro corpo è voi…A.Lowen

L’ansia, un’emozione per tutte le situazioni

A questo va aggiunto che il filo conduttore di tutto può essere l’ansia: la proviamo per ragioni diverse e, a volte, anche per le cose piacevoli. Possiamo provare ansia prima di in contrare una persona che ci piace, ansia prima di entrare in autostrada, ansia per paura dell’evento negativo, ansia per paura dell’evento positivo e…sorpresa…l’ansia nasce quando il corpo non consente libertà al respiro. Ecco così il primo e più importante filo conduttore tra il corpo e le emozioni. Non proviamo ansia fin da subito. All’inizio è paura ma poi diventa ansia quando i nostri genitori non hanno saputo confortare la nostra paura e ci hanno aggiunto la loro. sono colpevoli i genitori? No, nel mondo adulto non ci sono colpevoli ma solo responsabili. E r

tu cosa fai per la tua ansia? Lo sai che ingrigisce la vita?

© Nicoletta Cinotti 2021

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