Emozioni e relazioni: la coppia tra dipendenza e libertà

“Alla base dell’emozione dell’amore c’è il bisogno biologico di contatto e di intimità con un’altra persona” (A. Lowen, Il piacere). Il bisogno dell’altro viene percepito come un desiderio intenso, che bioenergeticamente assomiglia alla sensazione di fame che si prova quando si ha bisogno di cibo. Il desiderio, come la fame, si fa più intenso quando si viene privati della cosa di cui si ha bisogno. Comprendere la differenza tra questo desiderio intenso e l’emozione dell’amore è importante per capire l’amore e per distinguerlo dalla dipendenza affettiva.

Il bisogno e l’amore

Bisogno e amore non sono la stessa cosa….ma facilmente vengono con-fusi e questo rappresenta uno dei principali problemi nelle relazioni di coppia. Il desiderio intenso di qualcosa o di qualcuno ha a che fare con la dipendenza, non con l’amore. E se nel caso di sostanze, cibo, alcool, il risultato è lo sviluppo di una psicopatologia nell’area della dipendenza, lo stesso accade quando il bisogno è riversato sull’altro, oggetto di desiderio e di dipendenza….non di amore e piacere. Le parole di Lowen sono molto esplicite al riguardo: “La persona che nutre l’amore dipendente crede che la sua richiesta di amore sia giustificata. Senza rendersene conto ha trasferito su un’altra persona il desiderio insoddisfatto della sua infanzia. La dipendenza riflette l’esperienza infantile, quando la persona era veramente dipendente dalla madre”. Ma…..l’adulto non è più un bambino, e la relazione di coppia, adulta, richiede uno scambio continuo ed una compartecipazione del piacere reciproco. Questo traguardo è possibile se entrambi i partner hanno sperimentato una relazione di attaccamento sicuro, nell’infanzia oppure (più facile che accada questo!)  in un percorso di psicoterapia riparatorio delle relazioni infantili.

L’attaccamento dalla culla alla tomba

Secondo Bowlby, lo psicoanalista britannico che agli inizi del 900 ha elaborato la teoria dell’attaccamento, questo è parte integrante del comportamento umano “dalla culla alla tomba”.

Le ricerche successive e più recenti hanno avvalorato quanto da lui teorizzato, dimostrando che a livello neurologico c’è un bisogno vitale di attaccamenti sicuri. “Il cervello è un organo dinamico, dotato di capacità empatiche e in grado di creare connessioni e finalizzato alla ricerca di legami sociali” (Siegel, 1999). Il legame di attaccamento ci fornisce quindi un senso di sicurezza e disponibilità emotiva in grado di aiutarci quando ci troviamo in momenti di elevato stress, che rimane costante dall’infanzia per tutto l’arco della vita. Le neuroscienze stanno approfondendo la conoscenza della plasticità cerebrale e dei circuiti di trasmissione che possono essere alterati o ridiretti da pensieri, sentimenti, credenze, relazioni e condizioni di vita esterne.

Le emozioni per curare le emozioni

unioneNel manuale “Attraversare le emozioni”, a cura di D. Fosha, D. Siegel, M.F. Solomon, viene presentato un lungo viaggio “attraverso le emozioni”, in due volumi, distinti tra scritti di neuroscienziati e psicologi dello sviluppo non coinvolti nel campo della psicoterapia, e scritti di studiosi coinvolti in questo campo. Lo scopo dell’intera opera….mostrare l’interconnessione di tutte le cose. Le parole con cui gli autori introducono il secondo volume sono esplicite ed ispiratrici: “Siamo cablati per connetterci gli uni con gli altri,  lo facciamo attraverso le emozioni”.

I nostri cervelli, corpi e menti sono inseparabili dalle emozioni che li animano. Gli autori, sebbene provengano da differenti contesti di sapere, condividono degli assunti di base: il primato delle emozioni, l’importanza di un coinvolgimento relazionale empatico ai fini della regolazione e valutazione delle emozioni, il valore di modelli esperienziali per i trattamenti clinici, che prestino particolare attenzione alla dimensione del “radicamento nel corpo” delle esperienze emotive. Dei tre assunti…l’ultimo….è quello che mi ha mosso un moto di gioia, perché rappresenta l’ufficiale riconoscimento da parte delle neuroscienze della valenza dell’Analisi Bioenergetica come terapia di elezione nella cura delle emozioni.

Amore e piacere

Nell’Analisi bioenergetica il nucleo del lavoro corporeo è la ricerca del piacere, movimento spontaneo e naturale di tutti gli organismi viventi, compreso il piccolo dell’uomo. Ma perché ci difendiamo dal piacere….e dall’amore? “Il bambino – risponde Lowen – nasce senza illusioni e senza conoscenza del bene e del male. Alla nascita è un organismo animale che ha per fine la soddisfazione dei bisogni fisici e del desiderio del piacere. Bene e male acquistano significato quando gli si insegna a resistere alle tentazioni del piacere fisico e a tenere a freno l’aggressività….quindi egli ripudierà i suoi istinti nell’interesse della sopravvivenza…li seppellirà nella cavità del suo ventre imprigionandoli con la contrazione muscolare”. Gli adulti non sono indifesi come i bambini, ma nei rapporti intimi hanno bisogno di sentirsi al sicuro, di essere rassicurati sul fatto che il piacere di oggi non diventi il dolore di domani per la perdita di quella persona che dava quel piacere. Ma….questa sicurezza è una richiesta impossibile….e molti preferiscono difendersi dal rischio di soffrire e non si abbandonano all’amore. Preferiscono la dipendenza che rende i rapporti patologici e fonte inconsapevole di altra sofferenza: la privazione della libertà.

Luci ed ombre sul cammino

luce ombraLowen nel suo lavoro terapeutico ci invita a sperimentare come imparare a cadere e imparare a rialzarsi, metafora della possibilità di abbandonarsi al fallimento e alla ripresa. Ci aiuta cioè a lavorare sulla “fiducia corporea” che si trasforma pian piano in fiducia nelle proprie risorse e possibilità di superare ostacoli, dolori e delusioni. Non è importante come cadiamo…è importante come riusciamo a rialzarci in modi diversi man mano che procediamo nel nostro percorso di crescita.  Nel processo di individuazione dalle figura di attaccamento, dai genitori al partner, sono mille i momenti in cui ci allontaniamo, cadiamo, ritorniamo, e solo con esperienze di attaccamenti sicuri è possibile  rialzarsi e camminare verso l’indipendenza e la ricerca di una sana relazione di coppia. “Soltanto con la sicurezza dell’amore ci si può arrendere completamente al piacere dell’amore”.

….quella cosa del “noi”,

una parola che tutte le bocche declinavano in continuazione

come fosse la spiegazione stessa del mondo

….con quell’accezione dentro, piena di respiri comuni…

Michela Murgia, L’incontro

© Silvana Nozzolillo 2014

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