Negli eventi importanti della vita entriamo sempre insieme. Entriamo nel mondo insieme a nostra madre. Entriamo all’asilo insieme ad altri bambini e a scuola entriamo con i nostri genitori. Entriamo insieme in chiesa per il battesimo o insieme per il matrimonio.

Le porte che attraversiamo insieme sono quelle più significative: sono le porte che hanno segnato momenti importanti o punti di svolta. Entriamo insieme sia nella gioia che nel dolore. Non possiamo essere soli in alcune situazioni: la solitudine diventa scandalo. Quella solitudine, tanto cara in molti eventi, in alcuni diventa intollerabile.

È perchè siamo uccelli migratori, in continuo viaggio tra una parte e l’altra della nostra vita. E come gli uccelli migratori sappiamo che abbiamo bisogno della forza e dell’energia degli altri proprio quando il viaggio è più importante. Per quanto la nostra cultura sia diventata sempre più individualista, la socialità continua ad essere una risorsa irrinunciabile.

Siamo come gli Haussa, una tribù che vive nel Sahara. Gli Haussa attraversano il deserto senza lamentarsi e in silenzio, orgogliosi di non avere bisogno di parlare. Per loro chi inizia a parlare senza necessità si abbandona alla propria solitudine. Poi la sera, quando arrivano all’accampamento, si siedono in cerchio e l’anziano del gruppo inizia a raccontare delle storie. Perché, attraverso queste storie, ogni cosa può venire detta e compresa.

Nei protocolli mindfulness è la stessa cosa: come gli Haussa attraversiamo il nostro personale deserto. Non parliamo di noi o dei nostri fatti personali. Però, attraverso le pratiche, tramandiamo delle storie, quelle che danno forma alla nostra mente. e quelle storie raccontano, su di noi, più di tante parole, più di tanti fatti personali. Poi, arrivati a destinazione, ognuno riprende il proprio viaggio, con un bagaglio più ricco, perché le storie che ci sono state raccontate tramandano una saggezza di millenni.

Ora io non so se la storia sugli Haussa sia proprio vera ma quella sui protocolli mindfulness lo è. Ho fatto tanti viaggi in quei deserti e possono assicurarti che funziona proprio così. Proprio come la nostra vita: nasciamo sempre in compagnia.

Istintivamente dobbiamo averlo capito fin dall’inizio della nostra esistenza. Non avremmo potuto fare il primo passo né il primo respiro se non ci fossimo fidati che il mondo meritava fiducia. Una fiammella di fiducia brilla nelle nostre viscere. Quando la lasciamo brillare anche nella nostra testa e nel nostro cuore, diviene molto di più che un cieco istinto:diventa fiducia nella vita. David Steindl Rast

Pratica di mindfulness: La consapevolezza del respiro

© Nicoletta Cinotti 2019 Il protocollo MBSR. Spring edition

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