Sappiamo tutti la storia di Pollicino che, per ritrovare la strada di casa lasciò nel bosco delle briciole di pane. Gli uccellini le mangiarono. Poi lasciò dei sassolini bianchi e gli uccellini non le mangiarono e, dopo un po’ di avventure, Pollicino tornò a casa.

La Formazione Pollicino è un progetto dedicato alle famiglie, agli insegnanti e agli educatori. Perché, a volte, i bambini vanno visti da tutti i punti di vista per essere incontrati davvero.

È un ciclo di incontri formativi e noi abbiamo l’onore di fare l’apertura di questo percorso in cui potrete incontrare la bravissima Giulia Cavalli, Valentina Carbonara, Stefano Zuzza, Antonia Panella, Elisa Pezzolla

Ne ho dato notizia sbagliando alcuni riferimenti giorni fa…erano le briciole di pane che gli uccellini si sono mangiati. Adesso vi scrivo le indicazioni giuste: sono i sassolini bianchi per trovarci!

La partecipazione è gratuita. L’iscrizione potete farla scrivendo a roberta.ferrarini@villaggio.org. La sede del primo incontro e dei laboratori pomeridiani sarà l’Auditorium della Scuola V. G. Rossi, Via Liuzzi 4, Santa Margherita

La vera storia di Pollicino è questa qui:

In un villaggio, in un anno di forte miseria e carestia, un povero taglialegna e sua moglie, non avendo più di che sfamare i loro sette piccoli figli, tutti maschi, decidono di abbandonarli nel bosco. Il più piccolo dei fratelli, Pollicino, un bambino davvero minuscolo, avendo udito per caso la conversazione dei genitori, si riempie le tasche di sassolini bianchi. Il giorno dopo, quando i genitori conducono i figli nella foresta con una scusa, Pollicino lascia cadere i sassolini dietro di sé; seguendo questa traccia riesce a riportare sé stesso e i fratelli a casa, dove nel mentre il padre ha ricevuto del denaro dal signore del villaggio, con cui era in debito, e con tale denaro è riuscito a comprare del cibo: felice che i figli siano tornati, dà loro da mangiare a sazietà. Poco tempo dopo però i soldi e le provviste finiscono, la miseria torna e la situazione si ripete, ma questa volta Pollicino ha a disposizione, per segnare il sentiero, solo briciole di pane, che vengono mangiate dagli uccelli.

I sette fratellini, persi nel bosco, chiedono ospitalità a una casa, della quale ,dall’alto di un albero, Pollicino aveva visto la luce. Ad aprire loro la porta è una donna dall’animo buono e gentile, che però li avverte che suo marito è un malvagio Orco che mangia i bambini. Tuttavia li ospita e li nasconde.

Quando l’Orco rientra, però, dopo aver cenato, sente un inconfondibile odore di “carne fresca” e scopre gli intrusi, decidendo di ucciderli il giorno successivo.

In questo momento si viene a sapere che l’Orco ha sette figlie, sette orchette cattive quanto il padre, e Pollicino scopre che l’Orco ama così tanto le bambine da aver donato a ciascuna di loro una coroncina che portano sempre in testa proprio come delle principesse. Nottetempo, Pollicino si introduce nella camera delle orchette e scambia le loro corone con i berretti dei fratelli. L’Orco, svegliatosi nella notte con l’intento di sgozzare i bambini per avere un lavoro in meno da fare il giorno dopo, viene tratto in inganno dalla “sostituzione” delle coroncine con i berretti e finisce per decapitare le proprie figlie.

Pollicino e i fratelli fuggono: l’Orco, infuriato, li insegue indossando un paio di stivali magici in suo possesso, gli stivali delle sette leghe, così chiamati per la distanza che riescono a coprire ad ogni passo. Anche questa volta, però, Pollicino dimostra tutta la sua furbizia: siccome gli stivali magici stancano molto chi li indossa, a un certo punto l’Orco crolla addormentato, e Pollicino riesce a rubargli gli stivali, che magicamente si adattano ai suoi piedi. Utilizzando gli stivali, Pollicino torna dalla moglie dell’orco in pochi passi e le racconta che l’Orco è stato rapito da una banda di briganti che esigono immediatamente un riscatto, sennò lo uccideranno. La donna, spaventata, gli dà tutto l’oro che possiede. Pollicino prende l’oro e insieme ai fratelli torna alla casa paterna. Grazie agli stivali Pollicino riesce a ottenere diversi incarichi dal re, dai quali riceve in cambio ricompense di molto denaro. Così, finalmente, la famiglia riesce a permettersi i lussi che permettono loro di vivere felici e contenti.

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