Essere genitori: un mestiere difficile

L’astronauta? Lo scienziato nucleare? No. Il mestiere più difficile è fare il genitore!
Cerchiamo di offrire sempre il meglio ai nostri figli, è scritto nel nostro codice genetico, tuttavia spesso ci domandiamo quale sia il meglio per loro. In un mondo pieno di strategie genitoriali all’ultimo grido è facile non avere le idee chiare.
Mamma gatta segue il suo istinto naturale, e (sembra scontato dirlo) va tutto per il verso giusto. La complessità della nostra mente e delle nostre esperienze relazionali rende le cose un po’ più difficili per noi esseri umani. Certo, ci dà anche la possibilità di riflettere per riparare ai nostri errori –inevitabili- come mamme e papà.

Buone notizie: abbiamo già tutte risorse

Dentro di noi abbiamo tutte le risorse necessarie per essere mamme e papà sufficientemente buoni, dobbiamo solo riconoscerle e farle emergere. Tuttavia non sempre è così semplice. Se le cose filano lisce non facciamo nemmeno caso alla complessità del ruolo genitoriale, invece, quando qualcosa non va, ci ritroviamo sommersi di dubbi: “cosa devo fare adesso?”, “perché mio figlio si comporta così?”,“che cosa vuole da me?”. Succede a tutti, ogni tanto. Così ci troviamo sopraffatti da una marea di consigli: quelli della “mamma perfetta”, quelli della suocera e della nuora…sembra che anche il vicino di casa abbia un’arguta teoria su come risolvere magicamente tutte le nostre difficoltà.

Non esistono genitori perfetti

È importante ricordarci che non esistono genitori perfetti, così come non esiste il manuale per entrare a far parte di questo club. E anche se esistesse un “manuale di istruzioni da genitore perfetto” non lo consiglierei a nessuno. Per i nostri bambini è molto più educativo vedere un genitore che sbaglia e cerca di riparare ai suoi errori,
piuttosto che avere il confronto giornaliero con un genitore-modello infallibile e formidabile.

Imparare a leggere i segnali dei propri bambini

Il Circle of Security Parenting® (Cooper, Hoffman e Powell, 2009) non offre nessun consiglio, né si tratta di un manuale per raggiungere la perfezione. È un programma psicoeducativo basato su decenni di ricerca scientifica che offre delle lenti preziose per leggere i segnali dei propri bambini. È il manuale di istruzioni per imparare a
capire, in prima persona e quando ne sentiamo l’esigenza, i bisogni dei bambini (si sono solo dimenticati di allegarlo alla nascita!). Infatti, quando impariamo a capire di cosa hanno bisogno i nostri piccoli e riusciamo a incontrare queste necessità, loro si sentono compresi e sicuri, meno arrabbiati e irrequieti. Questo fa bene a loro e dà un po’ di respiro anche a noi genitori.

Una mappa per orientarsi

Possiamo pensare al Circle of Security Parenting® come ad una mappa. Chi ha già partecipato al percorso descrive il circolo come un’àncora di salvezza a cui far riferimento anche nei momenti più caotici. Diamo un’occhiata più da vicino:
Il bambino ha bisogno di una base sicura da cui partire per esplorare il mondo, per sperimentare le sue capacità
e sviluppare autonomia.Quando ha esplorato abbastanza, ha bisogno di un porto sicuro a cui fare ritorno e, dopo aver fatto il pieno di contatto e di relazione, può ritornare ad esplorare. Questa danza si verifica molte volte al giorno nella relazione genitore-bambino. Se la mappa è tutta qui…dove stanno le difficoltà?

Affrontare i terreni difficili

Le difficoltà non si trovano sulla mappa ma dentro di noi. Alcune persone, infatti, si sentono a più a loro agio con i bisogni della parte alta del circolo (sostegno nell’esplorazione), altre con i bisogni della parte bassa (consolazione, organizzazione delle emozioni). Per ogni genitore ci sono terreni più scomodi e bisogni dei bambini
più difficili da gestire.

Trovarsi a contatto con determinati bisogni può attivare stati emotivi spiacevoli nel genitore, che non riesce più ad
“essere insieme” al piccolo per aiutarlo a gestire particolari emozioni, in quanto troppo assorbito dal suo disagio o dalla sua sofferenza. Ad esempio, alcuni genitori si possono sentire arrabbiati di fronte ai capricci, impotenti di fronte al pianto, allarmati di fronte al desiderio di esplorare. In queste situazioni, l’attenzione del genitore viene spostata dal bisogno del bambino verso la propria sensazione spiacevole. La mancata risposta ad bisogno provoca nel bambino un vissuto doloroso e frustrante. Inoltre, quando un bisogno del bambino viene messo da parte ripetutamente o sistematicamente spesso si può trasformare in insistenti “richieste di attenzione”, che spesso sono l’espressione di un bisogno sistematicamente “non visto” dalle figure di riferimento.
Il Circle of Security Parenting® ridireziona l’attenzione del genitore su tutti i bisogni del piccolo, anche quelli che solitamente vengono esclusi dal campo dell’attenzione perché il genitore si protegge dal dolore che gli provocano. Prendere consapevolezza di queste dinamiche è il primo passo per imparare a prendersi cura del proprio disagio e progressivamente, per imparare a dare al bambino ciò di cui ha bisogno: un genitore che sia in grado di essere con lui su tutto il circolo.

Guardare in profondità e riconoscere ciò che ci muove

Ma c’è molto altro, il cuore di questo percorso è ben più profondo. Creiamo uno spazio di riflessione sulla relazione con i nostri bambini, così intimamente legata alla nostra esperienza come figli. Questo profondo legame è ciò che rende ancor più complesso il ruolo di mamma e papà: vorremmo trasmettere ciò che di buono ci hanno dato le nostre famiglie, preservando invece da ciò che ci ha fatto soffrire.
Tuttavia, spesso, ci ritroviamo a muoverci come dei burattini tirati da fili invisibili, che ci fanno ricadere negli stessi schemi relazionali o ci tengono rigidamente lontani dagli quegli stessi schemi, senza nemmeno accorgercene. Insieme proviamo a fare un passo indietro, osservarci nelle relazioni come figli e come genitori, imparando a
scorgere quei fili che, aguzzando lo sguardo, possiamo intravvedere. Prenderne consapevolezza, cognitivamente ed emotivamente, è l’unica strada che possiamo intraprendere per riconoscere consapevolmente i nostri schemi relazionali e scegliere di comportarci diversamente.

La struttura del programma

Il percorso prevede 8 incontri a cadenza settimanale, che possono essere individuali, di coppia o di gruppo. La durata varia da un’ora a un’ora e mezza, in base al numero dei partecipanti.Percorsi di coppia o di gruppo su richiesta

La conduttrice è Daniela Rosadini, psicologa e facilitatore di COS-Parenting
riconosciuto dal Circle of Security International.
Per ulteriori informazioni scrivere a: rosadini.daniela@gmail.com
© Daniela Rosadini, 2018

Circle of Security Parenting: un corso per genitori a Genova

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