Nella vita ci sono giorni con e giorni senza.

I giorni con sono quelli in cui c’è troppo di tutto. Giorni con troppo rumore, con troppe notizie, con troppa paura.

Poi ci sono i giorni senza: senza certezze, senza programmi, senza scuola, senza teatro, senza musei, senza chiese, senza gli uffici Punto Blu dell’autostrada.

Ci sono momenti i  cui i giorni con e i giorni senza si incontrano. Giorni in cui l’assenza diventa ingombrante più di una presenza. Nello stesso preciso momento c’è troppo e troppo poco. Sono giorni perfetti per gettare nel panico, perché ti manca l’ordinario e c’è troppo di fuori dall’ordinario. Entrambe le cose messe insieme ti dicono ripetutamente: c’è pericolo. E il pericolo blocca. Non sai cosa fare, non sai cosa non fare. Sei solo sotto stress, bloccato nell’ideazione, nella progettazione e nelle mani di decisioni che sfuggono al tuo controllo.

Noi abbiamo bisogno di un ingrediente essenziale come l’aria, come il pane, come l’acqua: abbiamo bisogno di moderazione. Del colore neutro che ammorbidisce l’impatto di tutte le cose. Non hanno ancora messo nessuna regola sulla moderazione. La possiamo usare a sazietà. Moderare la rabbia, moderare la paura, moderare la frustrazione cogliendo tutto quello che di neutro troviamo. Non siamo tanto abituati a farlo: abbiamo una smodata passione per gli eccessi: piacevole e spiacevole è la nostra altalena preferita ma, in questo caso, rischia di schiacciarci o di mandarci in orbita. Moderare l’intensità della paura; moderare la quantità delle informazioni che mettiamo dentro di noi, come se fossero neutre (ma le informazioni neutre non lo sono mai). Moderare riportando l’attenzione a tutto quello che c’è di neutro fuori e dentro di noi. Moderare ricordandoci che è facile vedere l’elefante rosa perché qualcuno ha nominato l’elefante rosa. Ci sono anche gli elefanti grigi e sono molti di più. Facciamolo con gentilezza. Perché niente più della gentilezza porta moderazione. Facciamolo con precisione. E ricordiamoci che a volte, per vedere la bellezza, abbiamo bisogno di camminare in un giardino. La moderazione sviluppa la saggezza della montagna, il riposo dell’equanimità.

Non credere che il giardino perda la sua estasi in inverno. Le sue radici sono in fermento. Rumi

Pratica di mindfulness: La meditazione della montagna

© Nicoletta Cinotti 2020 Scrivere il giardino della mente

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