Ogni anno al MOMA di New York c’è lo Slow Art Day. In giorno in cui i visitatori sono invitati ad osservare tre opere d’arte per cinque minuti. Un tempo che può sembrare breve o lunghissimo considerando che ogni visitatore sosta, in media, 17 secondi davanti ad un’opera.

Perché rallentare? Perché sostare? Perché la velocità della mente e la velocità del corpo non sono sincrone. La nostra mente è molto più veloce del nostro corpo e i nostri sensi hanno bisogno di ricevere le informazioni per un flusso più prolungato di tempo. Così, se corriamo, il nostro corpo fa quello che può: seleziona. Taglia via delle informazioni oppure utilizza qualche immagine di default – già pronta in memoria – un ricordo qualsiasi che viene sovrapposto all’immagine reale. Per questa ragione possiamo non accorgerci che nostra moglie è stata dal parrucchiere o che nostro marito ha qualcosa fuori posto (è molto più raro che una donna non si accorga di qualcosa fuori posto!!!).

Adesso proviamo a immaginare lo stesso processo rivolto verso l’interno invece che verso l’esterno. Guardiamo noi stessi frettolosamente proprio come guardiamo un quadro. O meglio, magari stiamo tutti i giorni in compagnia dei nostri pensieri ma non ascoltiamo il corpo: lasciamo che queste due velocità non siano sincronizzate. Per sincronizzare dovremmo rallentare. Oppure soffermarci a guardare il nostro panorama interno come se fosse un’opera d’arte. Non è necessario farlo per tanto tempo. Giusto per cinque minuti. Se lo facciamo davvero potrebbero sembrarci un tempo infinito.

Ma, in fondo, cosa ci impedisce di guardare al panorama interno per 5 minuti? Quale assurda giustificazione possiamo trovare per non rallentare e sostare? Io credo che la difficoltà a farlo è la paura. La paura della bruttezza. La paura di scoprire o vedere qualcosa che non ci piace. È per evitare quel rischio che non rallentiamo e non diamo alla mente la possibilità di sincronizzarsi con il corpo. Ma se guardiamo al nostro panorama interno proprio come guarderemmo ad un’opera d’arte contemporanea – piena di diverse armonie – allora potremmo scoprire quanta bellezza collaterale c’è nella nostra vita. Partire dalla nostra creatività, invece che dal nostro perfezionismo, per guardare a noi stessi e lasciare che sia l’intuizione quella che dà il ritmo alla nostra vita. L’intuizione che nasce se guardiamo – senza fretta – e ci lasciamo ispirare.

Oggi, come ogni altro giorno,
ti svegli vuoto e spaventato.
Non aprire la porta dello studio per iniziare a leggere.
Riponi lo strumento musicale.
Lascia che la bellezza che ami sia in ciò che fai.
Ci sono centinaia di modi per inchinarsi e baciare la terra. Rumi

Pratica di Mindfulness per chi ha 5 minuti: Addolcire, confortarsi, aprire
Pratica di Mindfulness per chi ha 13 minuti: La consapevolezza del corpo
Pratica informale: Oggi, ogni volta che senti il suono di una campana, porta lo sguardo all’interno per tre respiri consapevoli. Vedrai quanta bellezza ti aspetta!

© Nicoletta Cinotti 2020  Il protocollo di Mindful Parenting

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