Siamo tutti abbastanza orgogliosi della nostra intelligenza. Ci piace essere capaci di comprendere, magari velocemente, i problemi che sorgono quotidianamente. Ci diverte trovare soluzioni e alternative.

Il punto è che l’intelligenza è una qualità sfaccettata e pretendiamo, da noi stessi, di usare l’intelligenza logica su tutti gli argomenti. Anche quelli in cui non è applicabile. Come le nostre emozioni, che non sono rompicapi da risolvere ma stati d’animo da esplorare e accogliere.

Così, anche se può suonare strano, a volte il non giudizio è l’unico atto d’intelligenza che possiamo fare. È dalla sospensione del giudizio che possiamo accedere alla consapevolezza, quell’intelligenza intuitiva con la quale possiamo incontrare le nostre emozioni.

È attraverso il non giudizio che possiamo uscire dalla logica “giusto o sbagliato”, quel terribile sistema binario che ci rende outsider di noi stessi.

Sospendere il giudizio è un’atto di intelligenza, non di stupidità. È anche un atto di gentilezza che scioglie la durezza della nostra critica.

Se hai intenzione di criticarti ogni volta che la tua mente si discosta dal momento presente, bene, allora è probabile che passerai molto tempo a criticarti. Jon Kabat Zinn

Pratica di mindfulness: Il panorama della mente

© Nicoletta Cinotti 2015

 

 

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