Credo che se potessi scegliere di essere un animale sceglierei di essere un uccello migratore. Mi commuove il loro arrivo e la loro partenza. Il sapere quando è il tempo di andare e quando è il tempo di tornare.

Mi commuove il loro muoversi in gruppo per affrontare i rischi del viaggio, il loro portare le stagioni con sé, in quel volo schierato.

Navigando nel cielo mi ricordano l’ampiezza della mente, la ricerca di un luogo dove fare nido; abbandonandolo mi ricordano il coraggio di ogni ricerca, la disponibilità a incontrare lo sconosciuto, lasciandosi alle spalle il conosciuto.

Soprattutto mi ricordano che nessuna esplorazione – tantomeno quella spirituale – può essere solitaria.

E’ per questo che amo tanto il blog che mi fa sentire insieme, in uno stormo di uccelli migratori.

Fammi il male degli animali.

Fammi la primavera. Chandra Livia Candiani

Pratica di mindfulness: Il panorama della mente

gli uccelli migratori

Foto di ©peo pea

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