Ci sono poche cose che mi imbarazzano più del senso di trionfo. Quando qualcuno lo fa in modo plateale ed esagerato. L’imbarazzo nasce da un aspetto del trionfo che è la perdita di empatia nei confronti degli altri.. Questa esperienza di perdita d’empatia non è legata solo al trionfo, è anche una delle caratteristiche del disturbo bipolare. Sono persone che, quando sono in fase maniacale, espandono il proprio io così tanto che inglobano, divorano, mangiano letteralmente l’identità altrui perdendo il senso del limite e della vulnerabilità. In quel momento esistono solo loro e occupano tutta la scena e tutto lo spazio. Gli altri sono spettatori.

C’è dolore dietro a questo comportamento. A volte sono umori esageratamente alti che durano pochi giorni e poi diventano un senso di vergogna intenso. Altre volte si trasformano in una depressione profonda come se grandezza senza limiti e piccolezza senza speranza si alternassero. Indipendentemente dalla loro stessa volontà. Vittime di maree interiori ingovernabili.

In realtà gli sbalzi d’umore possono riguardare tutti e non diventano un vero e proprio disturbo fino a che sono lente maree in cambiamento. È quando caduta e risalita sono molto rapide che diventano un vero e proprio problema. Sull’umore incidono due cose: le sostanze ( e quando parlo di sostanze parlo anche di caffeina e alcol oltre che di sostanze stupefacenti) e la tolleranza dell’incertezza. Perché il nostro umore sia sano abbiamo bisogno di vedere insieme il grande – ossia tutto ciò che ci rende forti, stabili, vincitori – e il piccolo – ossia tutta la nostra vulnerabilità e incertezza. Quando abbiamo un disturbo dell’umore se ci sentiamo grandi ci sentiamo solo grandi e se ci sentiamo depressi ci sentiamo solo disperati, senza vedere nient’altro. Forse un buon esercizio sarebbe tenere d’occhio ogni giorno la nostra grandezza e la nostra piccolezza. La grandezza di ciò che siamo e possiamo diventare, la piccolezza di ciò che siamo e possiamo diventare. Praticamente ci ricordiamo che siamo, insieme, gemma e fiore.

Vanno vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri. da Le nuvole di Fabrizio De André

Pratica di mindfulness: I pensieri difficili

© Nicoletta Cinotti 2021 Il protocollo MBCT

Photo by Lava Lavanda on Unsplash

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