Forse tutti abbiamo giocato con i lego. Tanti mattoncini che permettevano di fare tante cose diverse. Blocchi grandi e piccoli.

La nostra percezione assomiglia ai lego. Ci sono blocchi grandi che attivano schemi automatici di risposta. Poi ci sono blocchi piccoli e piccolissimi. Tanto più sono piccoli tanto più sono radicati nel presente. Perché la percezione esiste nell’attimo in cui avviene.

Più è reale, più è fine. Poi scorre e cambia.

Ci sono emozioni però che rendono la nostra percezione grossolana. Sono le emozioni difensive. Quando l’importante è dare una risposta automatica e veloce. La paura è una di queste: solidifica i momenti percettivi in un unico blocco. Grande, e, se c’è molta paura grandissimo. Tanto grande da sembrare un’unica cosa e un’unica percezione che occupa tutto il nostro mondo interno.

Ci sono casi in cui è utile: rarissimi.

In verità più siamo in grado di percepire il momento presente e il suo scorrere, più sciogliamo i vecchi blocchi di paura.

Possiamo vedere la nostra paura di vivere nel modo in cui ci teniamo occupati per non sentire, nel modo in cui continuiamo a correre per non incontrarci. A. Lowen

Pratica del giorno:Lavorare con la paura

© Nicoletta Cinotti 2014 Mindfulness ed emozionimomenti

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