Sto leggendo saghe familiari – possibilmente storie vere – per approfondire meglio alcuni temi delle dinamiche familiari. Leggo molto, scarto anche un po’ e chiacchiero moltissimo con i personaggi che, dentro di me, intervisto come se fossero seduti in poltrona in una seduta di psicoterapia.

La recensione di oggi nasce da quelle interviste immaginarie e dalle idee che mi sono fatta di conseguenza. Malgrado il libro sia uscito da poco se n’è parlato molto e letto moltissimo visto che nel primo mese ha avuto 7 ristampe e, ad oggi, ha superato le 650.000 copie. È un libro che ha tutte le caratteristiche per diventare, come “I promessi sposi”, libro di testo (si potrebbe addirittura cominciare già!)

Dialetti della nostra lingua

Per anni in Italia si è sottolineato l’importanza di lasciar andare il dialetto per parlare italiano. Oggi, fortunatamente, questa tendenza si sta invertendo. Ne sono esempi (tutt’altro che solitari) Antonella Anedda in poesia, e Stefania Auci (preceduta dal grande Camilleri) nella prosa. Stefania Auci, l’autrice de “I leoni di Sicilia”, ha la grandezza di Giovanni Verga senza il suo pessimismo e la libertà di Camilleri. Così tutto il romanzo è ricco di termini siciliani assolutamente meravigliosi: taliare, scantare.putia, schifazzo, travaggio itivinni, queste parole sono folate di tramontana di quelle che rendono il mare teso e azzurro e la mente fresca. Potrei continuare a lungo: le parole dialettali riportano all’onomatopee che sono l’inizio del linguaggio. Già solo per questo il libro è uno splendore: non riesco nemmeno a immaginare come se la sono cavata i traduttori!

Casa Florio: “Addisiari e ‘un aviri è pena di muriri

Il libro raccoglie la storia della nascita di Casa Florio e la figura centrale di Vincenzo Florio. Una persona disegnata magnificamente a cui il proverbio riportato sopra aderisce perfettamente. È una storia di iper-compensazione: tale era stata l’umiliazione sua e di chi l’aveva preceduto che nessun successo sembrava potesse essere sufficiente a fermarsi. Perché per lui, per Vincenzo, era impossibile desiderare senza realizzare. Se desiderava doveva avere. Non tanto assaporare ma proprio possedere. Questo è il punto centrale di chi agisce in base all’iper-compensazione: non può che continuare a cercare nuovi successi e nuovi possessi perchè l’appagamento è solo un bagliore tra l’una e l’altra delle sue avventure e così ciascuno porta il marchio della sua sofferenza. Dietro alla crescita vertiginosa di questa famiglia stanno tanti ingredienti, genio, imprenditorialità, capacità di visione, coraggio ma anche la spinta che nasce da un luogo oscuro che rimane poco illuminato anche dalla luce della vittoria.  La spinta dell’ambizione mischiata alla spinta della ferita, dell’umiliazione e dell’orgoglio. Vincenzo fa partire da lì la sua forza e quella è la forza che lo consuma.

Le parole hanno un suono e una voce

Siccome ho amato tanto questo libro ne ho due versioni: cartaceo e Audible. Devo ammettere che senza Audible l’avrei amato meno. Mi sarebbe mancato il suono della voce di Ninni Bruschetta che mi ha fatto “sentire” come quelle parole risuonano nell’aria, nel corpo, nello spazio tra un personaggio e l’altro. Non è una lettura recitata la sua: è una voce, quella voce che ci narra la vita, che ci dice i nostri più segreti pensieri. È la voce dei personaggi.

La storia

Studiare storia per me era un tormento. La mandavo giù come una purga perché bisognava farlo ma, proprio come una purga, mi è sempre rimasto poco, pochissimo di quello che ho studiato. In questo libro ho apprezzato la storia che è uno dei protagonisti, quasi un personaggio. Non solo perchè questa famiglia ha “fatto la storia” ma anche perchè saggiamente e dottamente, Stefania Auci ha inserito la nascita e la crescita di Casa Florio nella storia di quell’epoca. Improvvisamente mi è venuta voglia di leggere qualcosa in più di storia, di ripassare qualche pagina dai manuali del liceo che ammuffiscono nella mia libreria come cimeli del passato. Ecco, ho pensato, la storia e la geografia si dovrebbero imparare così, attraverso la vita delle persone che l’hanno abitata!

Buona lettura e buon ascolto!

© Nicoletta Cinotti 2021 Addomesticare pensieri selvatici

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