Ci sono tante ragioni per cui diventiamo irritabili, tante ragioni per cui ci arrabbiamo. La stanchezza è una di queste. Siamo stanchi, avremmo bisogno di fermarci ma il padrone autoritario che dimora nella nostra testa e si chiama signor Volontà impedisce le ferie.

Allora ci arrabbiamo. Non ci arrabbiamo perché non andiamo in ferie. No, sarebbe troppo semplice!

Ci arrabbiamo perché uno non parte subito al semaforo. Ci arrabbiamo perché la cassiera è lenta. L’ortolano scortese, il giornalaio distratto. Per non parlare poi della rabbia per la spazzatura che nessuno porta giù, per le tazze della colazione (non avete idea di quello che succede sulle tazze della colazione!) il tubetto del dentifricio sempre aperto. Insomma una rovina!

Mi domando come mai scegliamo la rabbia anziché riconoscere che siamo stanchi, che abbiamo bisogno di praticare pausa, che abbiamo bisogno di fermarci. Cerco di darmi delle spiegazioni. Penso che riconoscere la stanchezza sarebbe dare ragione al corpo e alle sue ragioni. Arrabbiarsi, invece, dà ragione alla mente che, peraltro, ha sempre ragione. Così oggi perché non dare ragione al corpo? Ascoltarlo e non pensare che se è stanco è perché è capriccioso. Che se ha fame è perché esagera. Se ha sonno è perché siamo pigri. Ascoltarlo non richiede tempo: richiede presenza. Non rendiamo la nostra stanchezza un millefoglie dove, al posto della crema pasticciera mettiamo  rabbia, irritazione, nervosismo.

Certo, direte voi, e se mi chiede di rivoluzionare la vita perché non regge più la fatica, la responsabilità, la noia? Beh intanto ascoltatelo. Senza ascolto non si può nemmeno dare una risposta. Rispondere senza ascoltare non porta lontano. Inoltre ascoltare non vuol dire ubbidire ma solo sapere dove siamo. Ah, dimenticavo: a volte non siamo infelici: siamo solo stanchi!

Le persone si pongono obiettivi irrealizzabili e poi sono in un costante stato di disperazione nel tentativo di raggiungerli. Alexander Lowen

Pratica del giorno: La classe del mattinodmb

© Nicoletta Cinotti 2016 Le radici della felicità

Foto di ©a.fulvia

 

 

 

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