Uno dei paradossi delle diete è che sono organizzate come se tutti avessimo le stesse routine quotidiane.

In realtà essere una casalinga che ha tutto il giorno il frigorifero a portata di mano, oppure essere una persona che lavora saltando la pausa pranzo o qualcuno che fa i turni comporta profili alimentari molto diversi e diverse sono i rischi di fame emotiva.

La prima cosa quindi è comprendere qual è il proprio profilo alimentare e quali sono i momenti della giornata in cui la fame emotiva ha il suo picco. Portare l’attenzione al picco di fame emotiva può permetterci di comprendere per che cosa usiamo il cibo. È un rifugio dalla noia? Dall’ansia? Un modo per rilassarsi?

E, soprattutto, in che modo possiamo dare la giusta risposta al bisogno coperto dalla fame emotiva?

 

Cosa fare con la fame emotiva?

Porta consapevolezza e attenzione al tuo vero bisogno. Guarda se puoi dare una risposta più adeguata e rispettosa. Spesso, dietro la risposta “cibo” c’è il desiderio di evitare – frettolosamente – di sentire. Che cosa succederebbe se sentissi di che cosa hai bisogno davvero? Quale emozioni eviti? Prova a scrivere quello che emerge su un Diario. Non è un Diario alimentare: è il tuo diario emotivo.

 

© destinazionemindfulness.com by Nicoletta Cinotti

 

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