Nella pratica di mindfulness non sforzarsi è uno degli stati salutari che coltiviamo. C’è però un giusto sforzo che ci viene richiesto. Anzi quattro giusti sforzi.

Il primo è coltivare quelle condizioni che non permettono l’emergere di stati negativi. Lo chiamo “togliere le erbacce dalle fragole”.

Il secondo è lasciar andare gli stati mentali negativi una volta che sono sorti. Lo chiamo “non trattenere le nuvole”.

Il terzo è coltivare le condizioni che permettono il sorgere degli stati mentali positivi. Lo chiamo “seminare con la luna giusta”, ovvero praticare indipendentemente dalla voglia di farlo.

Il quarto è sostenere gli stati positivi una volta sorti. Lo chiamo “annaffiare”. E’ quello che mi piace di più. Mi ricorda quando da bambina non vedevo l’ora di mettermi gli stivali di gomma, prendere la canna e innaffiare l’orto.

Alla fine sono quattro sforzi da giardiniere. Portano grandi fioriture e grandi raccolti.

La profondità di una nuvola dipende da chi l’ascolta. Mark Strand 89 Nuvole

Pratica di Mindfulness: La consapevolezza del respiro

© Centro Studi di Mindfulness e Bioenergetica Genova

                       Nicoletta Cinotti 2015

Foto di ©lorenza …

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