Antonio Damasio per primo ha introdotto il concetto di «sentimenti di fondo» [background feelings] nel suo libro, “L’errore di Cartesio”. Con questo concetto si vuole sottolineare la natura intrinsecamente corporea di questo specifico tipo di ‘feeling’ (e non solo), sottovalutato dalla maggior parte degli approcci ‘standard’ al feeling – soprattutto quelli di stampo cognitivista. I principali ‘sentimenti di fondo’ [fatica; energia; eccitazione; benessere; malattia come sensazione emotiva; tensione; rilassamento; stabilità; equilibrio; squilibrio; armonia; disaccordo] indicano la “temperatura” interna temporanea dell’organismo. Ciò che ‘sentiamo’ sono percezioni dello stato presente del corpo come un tutto, nel suo complesso.La rappresentazione dello stato corporeo attuale o, come dice Damasio, online, così come cambia momento per momento, avviene su mappe della corteccia sensoriale-motoria, topograficamente organizzate in base a segnali provenienti dai muscoli e sui siti subcorticali, non mappati, deputati alla ricezione di segnali provenienti dai visceri. Il risultato di tutti questi feedback corporei è il senso dell’organismo nel suo insieme, che è sempre presente, almeno sullo sfondo, finché non vi dirigiamo l’attenzione. La rappresentazione dello stato potenziale del corpo, invece, deriva dalla propriocezione e dall’interocezione (complessivamente indicate come enterocezione). La propriocezione – la percezione dei muscoli e della struttura scheletrica, che restituisce il senso della posizione del corpo nell’ambiente – e l’interocezione – la percezione del milieu interno e dei segnali provenienti dai visceri, concernente il senso di equilibrio omeostatico dell’organismo – assieme ai ‘background feelings’ costituiscono le principali modalità con cui percepiamo il nostro corpo.

Grazie a tale percezione di base, si costituisce anche il “senso di essere”, la nostra identità biologica, che è il significato più ‘basso’, elementare possibile che possiamo attribuire alla parola “sè” (“sé biologico”). Come questo è collegato agli altri significati di ‘sé’, come “sé autobiografico”, “sé sociale”, e così via? Qual è il rapporto esistente tra la base corporea individuale e la possibilità della percezione soggettiva, in prima persona? In questo senso mi pare che la risposta offerta da Lowen sulla formazione del carattere ( Il linguaggio del corpo) possa essere una buona risposta su come i nostri sentimenti di fondo influenzano il nostro Sé autobiografico. Se guardiamo anche la formazione dei caratteri come presentati sempre ne “Il linguaggio del corpo” possiamo vedere che il ruolo delle emozioni sono centrali nella formazione del carattere e i diversi modi di vivere le emozioni può diventare un utile ausilio diagnostico.

A cura di Nicoletta Cinotti

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