Io

E’ piccolo e invisibile come i grilli ad agosto.

Come tutti i nani ama agghindarsi e cambiarsi.

Abita tra blocchi di granito, in mezzo a verità utili. Riesce a stare persino sotto

un cerotto, o una benda. Non lo troveranno

i doganieri e neppure i loro superbi cani. L’io

si nasconde tra gli inni e i partiti.

Pernotta sulle Montagne Rocciose del cranio.

Eterno fuggiasco. È me, io

sono in lui nell’inquieta speranza di aver

trovato infine un amico. Ma egli

è solitario, così diffidente da non

ricevere nessuno, me compreso.

Agli eventi storici aderisce

come l’acqua a un bicchiere. Anche una brocca neolitica potrebbe contenerlo.

È insaziabile, vuole nuotare

negli acquedotti, ha fame di recipienti sempre nuovi, gradirebbe uno spazio senza pareti,

vorrebbe dissolversi, dissolvere. Poi svanisce,

come la sete, e nel silenzio di una notte

di agosto si sentono solo i grilli

che parlano pazienti con le stelle.

 

Adam Zagajewski

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