Ieri mi sono trovata a spiegare cos’è l’ansia (sono piuttosto esperta in materia ma sull’ansia non finisco mai di imparare).

Partiamo dal corpo: l’ansia è una emozione che è connessa alla produzione di adrenalina: se sei ansiosa/ansioso stai certa che le tue surrenali hanno secreto un po’ di adrenalina in circolo. Azione fondamentale perché senza l’adrenalina non ci muoveremmo e la nostra spinta all’azione sarebbe molto ridotta. Quindi la mattina, quando ci svegliamo in preda ad un attacco d’ansia, è perché alla nostra dose alta di adrenalina personale si è aggiunta quella del risveglio e hanno fatto boom!

L’ansia però è anche un rilevatore che attiva le nostre difese. Così se l’intensità dell’emozione che proviamo è molto alta diventa ansia. Immagina che le emozioni siano come l’acqua in un cilindro: quando le emozioni superano una certa soglia d’intensità diventano ansia. Magari iniziano come nostalgia ma se la nostalgia supera una certa soglia diventa ansia. E così succede a tutte le emozioni quando superano una certa soglia. Anche il piacere e l’eccitazione possono trasformarsi in ansia.

Che fare a questo punto, quando l’ansia contenuta nel cilindro supera il nostro livello di guardia? Muoversi. Proprio perché c’è una relazione tra adrenalina e movimento, alzarsi e fare delle azioni focalizzate (non a caso ma determinate da uno scopo preciso) abbassa l’ansia. Quindi se mettiamo attenzione in quello che stiamo facendo e se quello che stiamo facendo ha un senso anche minimo – preparare la colazione, spolverare, fare la meditazione camminata, rifare il letto, giusto per fare degli esempi – l’ansia diminuisce. Una volta una paziente mi raccontava che faceva alzare tutti presto perché lei doveva rifare il letto prima di uscire: ecco questo è un modo tipico di gestire l’ansia che è in parte funzionale – c’è una azione che fa stare più tranquilli – e in parte disfunzionale – costringere gli altri a fare qualcosa che non vorrebbero fare.

Perché l’ansia è così: ti porta ad anticipare. A fare prima quello che potresti o dovresti fare dopo. E per farlo prima stressi gli altri. Ecco perché la mindfulness funziona benissimo sull’ansia: perché ti aiuta ad ancorarti al presente, ti aiuta ad esplorare la tua spinta all’azione senza agire tutte le spinte all’azione, ti aiuta a riconoscere che alcune spinte all’azione non sono necessarie ma sono un modo per scaricare l’ansia e rende anche il movimento una pratica. Ti aiuta a non credere a tutte quelle visioni catastrofiche che produce la nostra mente che, a volte, è peggio del grillo parlante di Pinocchio: vede solo i guai.

Ora so bene che sarebbe bello se vi dicessi che sono ansiosa, perché quando si è ansiosi ci si sente meglio se siamo in compagnia di altre persone che, possibilmente non nello stesso momento – due ansiosi insieme sono imprevedibili, tre possono cambiare il mondo – conoscono un attacco d’ansia. Perché se c’è un sentimento che l’ansia suscita sempre è un particolare senso di solitudine. La potremmo chiamare la solitudine dei numeri primi. Una solitudine che è fatta dal senso di isolamento che l’ansia produce: non si è soli ma ci si sente soli.

Però vi assicuro che ci sono persone che non provano mai ansia e curarle è davvero difficile!

I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari. Paolo Giordano

Pratica di mindfulness: La meditazione camminata consiste nel portare l’attenzione ad ogni singolo passo, sentendo l’appoggio del piede a terra e il movimento che ci consente di procedere. La facciamo lentamente, proprio per permettere la precisione del gesto. Non la facciamo per andare da qualche parte ma per dimorare in ogni singolo passo. È questo dimorare nel passo che ci porta lontano. Correre, molto spesso, ci lascia fermi a dove eravamo.

© Nicoletta Cinotti 2019 Vulnerabili guerrieri

Iscriviti alla nostra newsletter ed unisciti alla nostra comunità.

Riceverai per 7 giorni un post quotidiano di pratica.

Poi potrai scegliere se iscriverti alla rivista Con Grazia e Grinta che esce ogni Domenica oppure alla Newsletter quotidiana con spunti di pratica e link a file audio di meditazione

I tuoi dati personali saranno tutelati  nel rispetto della privacy del GDPR e non saranno diffusi ad altri.

leggi come usiamo i tuoi dati (informativa sulla privacy)

 

Vuoi ricevere

Iscrizione Completata con Successo!