Scriverò una poesia…

quando mi sarò fatto un altro bicchiere quando morirà una persona cara
quando smetterà di piovere
quando arriveranno lettere minacciose quando quell’otturazione sarà sostituita
quando mia moglie mi lascerà

Non come qualcosa che ostruisce lo scarico
un oggetto estraneo incastrato in una curva a u del cervello
Ma come il blocco del boia
è così che ti ho sempre immaginato.

Senza un’idea in testa, ho gli occhi bendati
e sono condotto dalla mano gentile di una Musa
sul patibolo annerito dal sangue,
dove sono costretto a inginocchiarmi fra la paglia.

Allungo il collo nella mezzaluna scheggiata
e mentre la folla urla impaziente
intono un mantra di deboli scuse
nella speranza che arrivi ispirazione…

quando troverò la penna giusta quando l’assegno sarà spedito
quando i bambini usciranno di casa
quando l’alcool farà effetto
quando la luna sorgerà come questo o quello quando smetterò di preoccuparmi.

Come per magia, tutto questo succede all’istante.
Un’incredibile coincidenza! Agguanto la penna giusta.
Un silenzio rassicurante… Sorpreso d’improvviso
da un sibilo, un’onda d’aria fresca. Roger McGough (l’ultimo dei miei folli innamoramenti poetici)

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