«La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un fedele servo» disse Albert Einstein. «Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono.»

Per molti di noi è un lusso anche solo potersi permettere qualche momento personale ininterrotto di tranquillità e di riflessione durante la giornata; tuttavia, questi momenti sono tra i più preziosi, soprattutto per quanto riguarda la creatività. Perché le nostre associazioni libere possano produrre frutti di innovazione, però, è anche necessario che ci sia l’atmosfera giusta. Abbiamo bisogno di tempo libero durante il quale poter mantenere una consapevolezza aperta. Il continuo assalto di e-mail, testi, bollette da pagare ci getta in uno stato cerebrale antitetico a quella attenzione aperta favorevole alle scoperte fortuite. Nel tumulto delle nostre distrazioni quotidiane e delle troppe cose da fare, l’innovazione non ha prospettive: per fiorire ha bisogno di tempo libero. È per questo che gli annali della scoperta sono pieni di storie di brillanti intuizioni partorite durante una passeggiata, un bagno, una lunga cavalcata o una vacanza. Il tempo libero permette allo spirito creativo di prosperare, i ritmi serrati lo uccidono.

L’importanza di ritagliarsi questi bozzoli creativi nel tempo e nello spazio è emersa in uno studio condotto dalla Harvard Business School sulle abitudini di lavoro di 238 membri di squadre di ricerca alle prese con una serie di sfide innovative, dalla soluzione di complicati problemi informatici all’invenzione di accessori da cucina.  Il progresso nel loro campo richiede un flusso continuo di piccole intuizioni creative. Le giornate proficue per l’intuizione non avevano nulla a che fare con scoperte rivoluzionarie o grandi vittorie. La chiave stava nell’ottenere delle piccole conquiste –come innovazioni secondarie e soluzioni a fastidiosi problemi –in una serie progressiva di passi concreti verso un obiettivo più grande. Le intuizioni creative emergevano con più facilità quando le persone avevano obiettivi chiari ma erano anche libere di decidere come raggiungerli; e, cosa fondamentale, avevano del tempo libero, abbastanza per mettersi davvero a pensare senza condizionamenti. Un vero e proprio bozzolo creativo.

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Daniel Goleman, Focus. Come mantenersi concentrati nell’era della distrazione

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