Bulesumme non è una parola italiana: è una parola dialettale. Non ne conosco l’origine precisa; so che si usa per riferirsi allo sporco che viene portato a galla dal mare mosso. A volte l’ho sentita usare anche per definire quel mare calmo e un po’ sporco che ci ritroviamo dopo qualche intensa mareggiata. In ogni caso è una parola che mi piace tantissimo perché descrive qualcosa che accade anche nella mente usando una immagine marina.

Quando siamo agitati, magari per un fatto casuale, non è insolito che torni a galla anche qualcosa che è vecchio e passato. Ci arrabbiamo con un amico – solo per fare un esempio – e ci ricordiamo anche di vecchie arrabbiature che sono ormai passate da tempo ma che, in quel momento, alimentano la rabbia attuale. Possono essere arrabbiature legate allo stesso amico oppure situazioni passate che hanno visto coinvolte altre persone ma che, in quel momento, ci sembrano legate da un destino comune.

Invece che scivolare via questo malumore rimane a galla per un bel po’ condizionando il nostro umore. Perché l’umore non è uguale alle emozioni. L’umore è il nostro tono emotivo di base sul quale galleggiano le emozioni che viviamo. È come una rete da pesca. Se il nostro umore è basso la rete è molto fitta e le situazioni sgradevoli rimangono a galla molto di più. proprio come succede quando il mare è calmo e lo sporco che è arrivato a galla staziona davanti la spiaggia.

Se, invece, il nostro umore è buono gli eventi spiacevoli ci scivolano addosso con relativa semplicità. Le maglie della rete sono larghe e lasciano filtrare via gli eventi spiacevoli senza rimanerci aggrappati. Proprio come succede quando il mare ci sono delle correnti che non lasciano ristagnare.

Molte volte quando rimuginiamo succede lo facciamo perché la rete dell’umore è troppo fitta: cerchiamo soluzioni e significati attraverso quel rimuginare e, invece, l’unica cosa che dovremmo fare è lasciar andare. Allargare le maglie della rete e permettere così la fioritura del momento presente. Perchè il presente non è l’evento accaduto ore prima che continuiamo a masticare. Il momento presente è l’attimo d’esistenza.

Lasciar andare significa rendersi conto che alcune persone fanno parte della tua storia, ma non sono il tuo destino. Steve Maraboli

Pratica di mindfulness: La meditazione del fiume

© Nicoletta Cinotti 2019 Il protocollo MBSR

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