Si può dire che tutti noi abbiamo, prima o poi, ascoltato il famoso Concerto di Colonia di Keith Jarrett. È un concerto del 1975 eppure ha una freschezza che lo rende vivo come se fosse appena stato composto. Keith Jarrett lo compose in maniera totalmente improvvisata, prendendo, come note d’inizio, le note del suono che segnalava agli spettatori l’inizio del concerto. Tanto che nella registrazione iniziale è possibile sentire i suoni del pubblico che non aveva riconosciuto queste note come l’inizio del concerto ma come un semplice richiamo all’attenzione.

Ecco la nostra vita può essere così, può iniziare in ogni momento a partire dalle note che arrivano, senza aspettare segnali precisi. Senza aspettare il fatidico “momento giusto”. Può essere una vita in cui, a prescindere dalle circostanze, riteniamo che ogni momento sia giusto e che ogni momento sia il punto d’attacco. Pensare che ci debbano essere delle condizioni per iniziare qualcosa, o, peggio ancora, per iniziare a vivere, è un inganno. È l’illusione che la vita sia una corsa e che si debba aspettare lo sparo d’inizio della gara.

Da ragazza facevo un po’ di atletica leggera, 100 metri e salto in lungo. Una volta mi capitò di partire contemporaneamente allo sparo, con una spinta e una sincronicità che non sapevo da dove fossero arrivate. Comunque arrivai prima perché quella frazione di secondo in più e quella spinta mi avevano dato un vantaggio. Mi rimase però la convinzione di aver fregato, in qualche modo, di aver fatto quella che in termine tecnico si chiama “falsa partenza”. Una falsa partenza che nessuno aveva notato. Non era una falsa partenza. Ero partita in sincronia con il presente. Era questo che mi aveva dato il vantaggio. Non avevo aspettato il segnale. Ero stata il segnale. Non dimenticherò mai quella spinta.

Ecco, molte altre volte ho “aspettato il via”, “ho aspettato il segnale”. per obbedienza o per ristrettezza mentale e allora è stata una corsa in salita. Quando siamo sincroni al momento presente non tutto si avvera e non sempre vinciamo ma abbiamo un grandissimo vantaggio: siamo stati presenti e questo semplice fatto libera dal rimpianto e dalla recriminazione.

Pratica di mindfulness: La meditazione del seme

© Nicoletta Cinotti 2022 Formazione internazionale in Mindful Parenting

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