Il connettivo

Il Connettivo: Internet è dentro di noi

Il tessuto connettivo è un sistema che collega tra di loro tutti i diversi apparati del nostro organismo, quindi riveste un ruolo di estrema rilevanza, nonostante il suo studio si sia approfondito soltanto a partire dal ventesimo secolo. E’ presente ubiquitariamente e conferisce sostegno e struttura tutti gli altri sistemi; è appunto una sorta di internet biologico, che permette la comunicazione all’interno del nostro organismo.

Il Corpo Liquido

bimbo acquaCome sappiamo, il nostro corpo è costituito all’incirca dal 70% di acqua, ed anche se più facilmente ci percepiamo come organismi solidi, funzioniamo invece come strutture fluide e questo ci permette di guardare alla nostra postura non come qualcosa di rigido ed immobile, ma plastico e capace di mutare.

Noi siamo in grado di stare eretti non grazie alla forza compressiva sulle ossa, bensì alla tensione sui tessuti molli, quindi i muscoli, i legamenti i tendini etc. Le ossa quindi, che sono alloggiate in un sistema fluido, non sono deputate tanto alla resistenza alla compressione, quanto a fungere da interspaziatori interni. Il tessuto connettivo, grazie alle sue capacità tensive, si adegua all’orientamento dell’apparato scheletrico, anche in funzione della forza di gravità.

La postura infatti è un fatto dinamico, in perenne mutamento e questo rende ragione della instabilità che caratterizza le nostre strutture. Anche quando ci percepiamo come perfettamente immobili, conviviamo con una miriade di aggiustamenti posturali da parte dei nostri muscoli e nervi.

Che cos’è il tessuto connettivo

Il connettivo è il sistema che, come abbiamo detto, separa contiene e collega organi e tessuti.  E’ costituito da una componente gelatinosa, la sostanza fondamentale, più o meno fluida, nella quale sono immerse proteine che le danno struttura. Il connettivo è un tessuto che è in grado di aumentare il numero delle sue fibre ogniqualvolta sia necessario incrementare il suo potere di sostegno, protezione e stabilizzazione.  Fanno parte del sistema connettivo i tendini, i legamenti, le meningi, le ossa, le membrane che avvolgono i nervi e i vasi, così come le fasce che rivestono i muscoli e gli organi interni. Tali fasce non solo avvolgono, ma si portano anche in profondità agli organi, suddividendoli in parti più piccole e talvolta funzionalmente distinte (cuore, fegato etc).

Il connettivo: connessione e comunicazione

La contrazione e l’allungamento della fascia determinano delle correnti di tipo bioelettrico, che fungono da segnale per eventuali modifiche della sua condizione; quindi se assumiamo una postura in accorciamento accompagnata da una contrazione muscolare, facciamo sì che il nostro tessuto connettivo produca più fibre e conduca ad una cronicizzazione del dismorfismo posturale. Tale fenomeno produce un aumento di volume della fascia stessa, con conseguente aderenza con fasce adiacenti e quindi aumento della incarcerazione dei tessuti, rigidità e blocchi funzionali. Questa cronicizzazione di un determinato atteggiamento posturale non è altro che il tentativo del connettivo di risparmiare i muscoli ed i nervi da una attivazione costante che ne provocherebbe il precoce deterioramento.  La graduale ma costante produzione di tessuto fibroso determina un aumento della rigidità ed un rallentamento del metabolismo, tipico dell’età avanzata, così come qualunque contrazione localizzata si propaga verso zone anche distanti, in virtù di questo complesso sistema di interconnessione.

Il Grounding “oscillante”

Per verificare il costante aggiustamento posturale del nostro organismo, è sufficiente assumere la posizione di grounding, con gli arti inferiori allargati  all’ampiezza del bacino e le ginocchia flesse, le braccia lungo i fianchi e le spalle morbide. Si avvertiranno certamente delle variazioni nella pressione dei piedi, oppure delle oscillazioni a livello del tronco; tali movimenti possono anche assumere uno schema ripetitivo, costituendo la nostra oscillazione posturale personale, che ci parla della nostra più o meno accentuata distanza dal nostro centro. Inoltre, in questa posizione potremmo più facilmente percepire il nostro essere fluidi, le ossa galleggiare nel nostro mare di connettivo.

© Maurizio Tuccio 2014

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